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Come donare vestiti second-hand

17/09/2021DIY - Do it yourself, Guide0 commenti

A chi donare i nostri vestiti second-hand in Italia: Associazioni benefiche che ritirano indumenti ed accessori come scarpe e borse.

Lo sapevi che per fare una maglietta ci vogliono circa 2.700 litri di acqua? e che 2700 litri di acqua corrispondono a alla quantità che una persona potrebbe bere i n 3 anni? 

Adesso che lo sai, pensaci bene prima di buttare i tuoi abiti usati! Donare i vestiti usati non significa solo dare loro una seconda vita ma anche limitare l’impatto ambientale generato dalla produzione di capi nuovi.

Prima di buttare un capo quidni guarda se può dargli una seconda vita, per esempio donandolo alle associazioni benefiche.

In Italia esistono moltissime organizzazioni specializzate per la raccolta di indumenti destinati alla beneficenza che operano sia a livello nazionale che internazionale. Alcune associazioni, oltre ai vestiti ancora indossabili, ritirano anche tessuti rotti e usurati per riciclarli e trasformarli in nuovi prodotti. 

Eccone alcune:

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  1. HUMANA People to People

    Organizzazione umanitaria, laica e politicamente indipendente presente in 45 Paesi che si impegna a sostenere progetti di sviluppo nel Sud del mondo negli ambiti di istruzione e formazione, aiuto all’infanzia, tutela della salute e agricoltura e sicurezza alimentare.

    Le iniziative di Humana People to People sono rese possibili soprattutto grazie alla raccolta di abiti usati. In Italia avviene attraverso contenitori, presenti in 1.200 Comuni. Qui è possibile donare abiti, scarpe, borse e zaini, accessori di abbigliamento, biancheria e tessuti per la casa. 

    Circa il 65% dei vestiti raccolti è destinato al riutilizzo; circa il 25% dei capi donati tuttavia non è riutilizzabile e viene riciclato e trasformato in nuova fibra; circa il 10 % è destinata al recupero energetico.

    Per maggiori informazioni visita il sito di Humana

  2. Croce Rossa Italiana per donare vestiti e coperte

    E’ un’organizzazione di volontariato che si prefigge lo scopo di fornire assistenza sanitaria. 

    La CRI raccoglie scarpe, vestiti, sacchi a pelo, coperte, piumoni, giacche a vento e tutti quei generi di conforto che possono aiutare le persone senza fissa dimora ed i più poveri ad affrontare i periodi più freddi dell’anno. I volontari della Croce Rossa si occupano poi di distribuirli direttamente alle persone che hanno necessità.

    Per maggiori informazioni visita il sito di Croce Rossa Italiana

  3. Comunità di Sant’Edigio per vestiti e oggetti

    E’ una Comunità cristiana che si impegna a favore degli emarginati e di chiunque si trovi in difficoltà. Nata in un liceo del centro di Roma nel 1968, oggi è attiva in più di 70 Paesi del mondo. In Italia, ha la sua sede principale a Roma ma è presente nella maggior parte delle città italiane.

    Tra i vari progetti c’è quello delle città ecosolidali, ovvero centri di raccolta dove oggetti di ogni tipo – dal vestiario, alle coperte, ma anche mobili, dischi, ecc. – trovano un nuovo valore.

    Tutto ciò che i volontari ricevono viene stoccato e poi consegnato ai poveri. Ciò che può essere acquistato come modernariato e vintage viene venduto e il ricavato utilizzato per il sostegno ad attività o iniziative di cooperazione nel Sud del mondo.

    Per maggiori informazioni visita il sito di Comunità di Sant’Egidio

  4. Caritas raccoglie vestiti in buone e cattive condizioni

    E’ un’associazione religiosa presente in tutta Italia attraverso le parrocchie.

    Caritas raccoglie abiti usati attraverso centri di raccolta e distribuzione, dove vengono  smistati, ordinati e successivamente consegnati alle persone bisognose che si rivolgono alla Caritas Parrocchiale; oppure attraverso i cassonetti gialli, da cui vengono periodicamente raccolti da cooperative sociali, che impiegano solitamente persone svantaggiate che li selezionano e smistano, per cui i tessuti più logori e non riutilizzabili vengono acquistati da aziende che li trasformano in filati con i quali vengono poi realizzati nuovi vestiti, mentre i vestiti in buono stato vengono mandati ad aziende specializzate che si occupano dell’igienizzazione, della selezione e dell’invio ai mercati del terzo mondo per essere rivenduti.

    Le Caritas parrocchiali non raccolgono soltanto indumenti, ma anche giocattoli, zaini, borse, articoli per la casa e generi alimentari. 

    Per maggiori informazioni visita il sito Caritas

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L’importanza del Re-loved

Il futuro si chiama economia circolare e rappresenta una delle soluzioni al problema dell’inquinamento globale.
La moda può supportarla
attraverso l’utilizzo di materiali non inquinanti, producendo capi di qualità che ne allungano la durata, supportando così anche il tema del riuso e del riciclo.
Il singolo cittadino può sostenerla donando o vendendo i capi che non utilizza e conservando correttamente quelli che utilizza mantenedoli in buone condizioni.

Sul tema del riciclo leggi anche: Vendere vestiti e accessori on-line

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IN BREVE

 

  • Non buttare i vestiti che non metti

  • Ci sono tante associazioni benefiche in tutta Italia che li ritirano
  • Tra queste ti segnaliamo: Humana; CRI; Comunità di Sant’Egidio; Caritas
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