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Shopping primavera estate e sanificazione dei vestiti

Shopping primavera estate e sanificazione dei vestiti

Shopping primavera estate e sanificazione dei vestiti

Come affrontare lo shopping primavera/ estate nei negozi e come igienizzare i vestiti acquistati senza lavarli

 

Dopo 3 mesi di attesa, finalmente riaprono i negozi di abbigliamento… evviva!! anche perchè è ufficialmente cominciata la nuova stagione e, avendo già fatto il cambio armadio nel lungo periodo che abbiamo avuto a disposizione, abbiamo ben presente quello che dobbiamo comprare (sia il necessario, sia lo sfizio che ci vogliamo togliere e che, diciamoci la verità, ci meritiamo proprio in questo 2020!)

 

Bene, allora andiamo a fare shopping!! Si ma… ci sono delle regole! Vediamo in breve quali sono le regole per fare shopping nei negozio di abbigliamento e arrivare preparati (sia come accessori che come predisposizione mentale)

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1. Indossiamo la mascherina. Obbligatoria in tutti i luoghi chiusi, non dimentichiamoci di portarla per il nostro primo shopping (anzi, magari possiamo anche abbinarla)

 

2. Disinfettiamo le mani e indossiamo i guanti monouso. Questi ci vengono messi a disposizione all’entrata del negozio. Una cosa in meno da ricordare!

3. Rispettiamo il numero di persone che possono entrare nel negozio e la distanze interpersonale di almeno 1 metro. Anche se siamo prese dall’eccitazione dello shopping dopo tanto tanto, ricordiamoci che ci sono delle regole, e quello del rispetto del distanziamento sociale è fondamentale.

 

 

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Ebbene, siamo pronti! In fondo sono solo 3 regole da rispettare, e visto che indossiamo i guanti, possiamo toccare i vestiti e sceglierli in autonomia. Certo toccare il tessuto con i guanti non è la stessa cosa… ma per ora ci accontentiamo, e se abbiamo qualche dubbio possiamo leggerne la composizione sull’etichetta!

 

Ok, ci siamo! Ho scelto i vestiti che mi piacciono, li provo e acquisto quelli che mi vanno bene.

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Torno a casa. Che faccio? Li lavo? Chi altro li avrà toccati? Bhe però avevano i guanti anche loro… Quindi non li lavo? E’ un peccato lavarli, sono nuovi! 

Ecco come risolvere il problema nel dubbio. Ossia, come igienizzare i vestiti senza lavarli:

1. Una spazzolata con una spazzola in setole naturali:  30 secondi di spazzolata lenta e con movimenti verticali dall’alto verso il basso che assecondano il verso della trama, rimuovono polvere, smog e batteri lasciando le fibre pulite e libere di respirare.

2. Uso del vapore a 100°: è un buon agente sterilizzante per uccidere la stragrande maggioranza di virus e batteri presenti. Le stirelle verticali sono ottime (vedi blog: come igenizzare e sterilizzare i vestiti)

3. Uso dell’asciugatrice: l’asciugatrice con il suo calore uccide germi e batteri presenti sui capi meglio di un ciclo di lavaggio in lavatrice. Scegli un ciclo di mezz’ora ad alta temperatura. Attenzione però utilizzarla solo per capi per cui ne è permesso l’uso.

IN BREVE

  • Le regole da seguire per lo shopping nei negozi
  • Come igienizzare i capi acquistati senza lavarli
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Outfit perfetto per lo smart working

Outfit perfetto per lo smart working

Outfit perfetto per lo smart working

Come affrontare il lavoro da casa con stile

‘Evviva non devo andare in ufficio posso lavorare tutto il giorno da casa e rimanere in pigiama!!!’ Questa è la prima cosa che penso quando posso o devo fare smart working! E invece no! 

Videochiamate programmate, videochiamate improvvise e professionalità mi impediscono di tenermi il mio pigiama (o quello che uso come pigiama) per tutto il giorno.

Ok, mi posso però permettere una colazione con calma (in rigoroso silenzio – se riesco a svegliarmi per prima!) e decidere cosa mettermi con relativa calma – riesco a essere in ritardo anche quando lavoro da casa!

Ecco i consigli per un outfit corretto per affrontare le video call (senza dover dire che non ci funziona la videocamera!)

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1. Parola chiave: praticitàSe il lavoro in smart working diventa agile, anche l’outfit deve seguire la stessa filosofia. Comodità e semplicità per uno stile business casual ma pur sempre ricercato e professionale: no a giacche (e cravatte), sì a maglie e cardigan.

2. Anche le camicie sono ben accette, e quella bianca è sempre perfetta, in qualsiasi mise e occasione. In cotone o lino, sceglietela morbida e fresca. Curiamo molto la parte superiore, visto che è la parte che generalmente mettiamo in mostra durante le conference call.

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3. Ma non dimentichiamoci della parte sotto! Se per caso dobbiamo alzarci per prendere qualcosa, rispondere al citofono o far fronte a qualsiasi evenienza e imprevisto dobbiamo essere preparati. Un paio di pantaloni sporty chic sono l’ideale: comodi perché morbidi e molto elastici, si adattano alle forme del corpo senza costringerle e permettono maggiore flessibilità. Sono perfetti anche per chi ha scelto di fare un po’ di faccende domestiche o esercizi di ginnastica tra una mail e una telefonata di lavoro.

4. In quest’ottica anche le scarpe sono importanti. Niente di troppo impegnativo o formale, un bel paio di sneakers bianche sono l’ideale. Minimal e di tendenza, mixano comodità e charme in maniera impeccabile.

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5. Bisogna truccarsi? Non è necessario. Chi lo desidera può utilizzare un velo di fondotinta abbinato a un tocco di mascara e un rossetto leggero. Ma cerchiamo di concentrarci sui capelli:  no al mollettone, si ai capelli raccolti con una coda, una treccia o uno chignon, acconciature pratiche e femminili. 

6. Infine, occhio allo sfondo. Oltre a quello che mettete addosso, fate attenzione a quello che posizionate vicino o dietro di voi: deve comunque rispecchiare una certa serietà. Sono consigliate le librerie o, per evitare qualsiasi errore, una bella parete bianca! 

IN BREVE

  • L’outift perfetto per lo smart working non è il pigiama!
  • Un giusto compromesso è lo stile business casual ma pur sempre ricercato e professionale
  • Curiamo in particolare la parte top, ma non dimentichiamoci di scarpe e pantaloni!
  • Il trucco non è necessario, la cura dei capelli e la scelta dello sfondo invece si
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Cambio stagione dell’armadio senza stress

Cambio stagione dell’armadio senza stress

Cambio stagione dell’armadio senza stress

La guida definitiva al cambio stagione dell’armadio facile e veloce con @Cloudrobe e @Rinchiudetely

Ebbene si, anche quest’anno siamo quasi giunti al momento del cambio stagione… ci tocca!

Ma vi dico una cosa: io quest’anno per il cambio armadio mi sono fatta aiutare dai consigli di Rinchiudetely e dall’innovativo servizio di care & storage Cloudrobe … così è tutta un’altra storia!

Allora partiamo dai preziosi consigli per il cambio stagione dell’armadio di Elena Dossi, Professional Organizer volto e voce di Rinchiudetely. Ma prima di tutto, chiediamo ad Elena, chi è un Professional Organzier?

La figura del Professional Organizer racchiude diverse competenze, la principale quella di  saper organizzare in modo funzionale e ottimizzare lo spazio a beneficio di chi lo vive nel quotidiano. Non si tratta di quanto un ambiente sia grande o piccolo, ma di saperlo sfruttare adeguatamente con soluzioni intelligenti e piccoli accorgimenti. La mia mission è aiutare le persone a semplificarsi la vita grazie a una  migliore organizzazione degli spazi domestici e in particolare dell’armadio, il posto dove secondo me comincia la giornata.

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Wow! E allora le chiediamo subito come applicare questa fantastica teoria al nostro armadio: Elena, ci dai  4 consigli per un cambio armadio senza stress?

  1. Individuare i capi che indossiamo tutto l’anno:



    “Ci sono dei capi che non necessitano il cambio stagione: jeans, t-shirt, camicie e vestitini vari possono essere usati tutto l’anno. Bisogna riporli strategicamente nell’armadio, così sapremo che quando dovremo fare il cambio stagione, quelli potranno rimanere lì.”

     



  2. Concentrarsi sui capi che non useremo per tutta la stagione:


    Concentriamoci su quei capi che vanno alternati tra estate e inverno. Quindi, in base alla stagione che ci stiamo lasciando alle spalle, dovremo togliere dall’armadio solo quella parte di capi che siamo certi non ci serviranno per la stagione entrante. Se, come adesso, siamo nel pieno della stagione primaverile sarà perfetto riporre maglioni e pantaloni pesanti, cappotti, piumini e giacche pesanti, sciarpe, guanti e scarpe con il pelo dentro e via dicendo.”

     

  3. Fare sempre decluttering:

    “Fondamentale è fare sempre un pochino di decluttering, cioè eliminare quegli indumenti che abbiamo utilizzato fino a logorarli e quelli che al contrario continuiamo a ignorare e non utilizzare stagione dopo stagione. Se l’operazione di decluttering viene effettuata ciclicamente, la cosa si rivelerà piuttosto veloce e poco dispendiosa anche in termini di coinvolgimento emotivo.” Se ti servono consigli su come fare decluttering, leggi il nostro blog: Decluttering e armadio: cosa eliminare senza pensieri

    • Riporre in modo corretto i capi che vanno conservati per la stagione successiva

        Questo forse è il punto più stressante del cambio armadio: riporre il cambio stagione da qualche parte, uno o più posti in base alla disponibilità di spazio che abbiamo, e dover poi recuperarli, sperando che non si sia rovinato nulla e di ricordarsi dove sono tutte le scatole, e magari dargli anche una rinfrescata e /o stirata prima di metterli nell’armadio. … solo al pensiero sono già stufa!!

        Ecco allora che ci viene in aiuto Cloudrobe, l’innovativo servizio di Care & Storage per abbigliamento e accessori!

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      Quindi a questo punto ci sorge spontanea un’altra domanda;
      Cosa faccio con i capi che elimino?

      •  Eliminiamo definitivamente i capi logori, rispettando la raccolta differenziata (N.B. i vestiti non vanno nell’indifferenziata ma bensì vanno portati in discarica) 
      • Vendiamo o doniamo i vestiti in perfetto o buono stato (vedi il nostro blog: vendere vestiti e accessori online)
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      IN BREVE

      • Cloudrobe e Rinchiudetely ti aiutano a fare il cambio stagione senza stress
      • Rinchiudetely è il servizio di Elena Dossi, professional organizer, che ci offre 4 preziosi consigli per il cambio armadio

      • Cloudrobe è l’innovativo servizio di archiviazione che ci aiuta nella fase di storage, cura e recupero di capi e abbigliamento

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      Moda: conferenze e corsi online

      Moda: conferenze e corsi online

      Moda: conferenze e corsi online

      I migliori corsi di moda online completamente gratuiti: dove trovarli e quanto durano.

      Alcuni tra i maggiori istituti di moda del mondo stanno proponendo cicli di lezioni online, per lo più della durata di 4/6 settimane con una media di 3 ore settimanali da dedicare alle singole lezioni.

      Assieme alle accademie e alle scuole di moda, sono tantissimi i protagonisti del settore, dai designer più quotati ai creativi più iconici, che parteciperanno a queste lezioni online per studenti e appassionati, dando un grande apporto alle iniziative.


      E ce n’è per tutti i gusti:

      1. Fashion as Design – Museum of Modern Art (MoMA) 

      Concepito dall’autrice e curatrice del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa, Paola Antonelli, il corso offre una prospettiva più universale sull’abito come oggetto di design, tra forma e funzione, automazione e artigianalità, standardizzazione e personalizzazione, concentrandosi su una selezione di numerosi capi e accessori provenienti da tutto il mondo (dai Levi’s 501 alla alla Birkin di Hermès): attraverso ognuno di essi, gli studenti esamineranno da vicino ciò indossiamo ogni giorno, perché lo facciamo, come viene realizzato e cosa significa, con il contributo di designer, produttori, storici e altre figure professionali che lavorano con l’abbigliamento e, in alcuni casi, ne reinventano la concezione.

      Piattaforma Coursera | Durata: 7 settimane | Tempo: 2/3 ore settimanali | Vai al corso

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      2. Understanding Fashion: From Business to Culture – Insitut Français de la Mode (IFM)

      Diretto dal professor Benjamin Simmenauer, il corso ha un focus trasversale che esplora il fashion system sia come fenomeno culturale che come industria creativa, trattando argomenti che spaziano dalla decodifica delle tendenze al rapporto tra stampa e moda, sino alle rappresentazioni di genere e alle questioni sociali e subculturali. I CEO delle principali case di moda così come designer famosi come Paul Smith, Simon Porte Jacquemus o Christelle Kocher condividono le loro opinioni per cercare di capire la moda da una prospettiva più teorica.

      Piattaforma FutureLearn | Durata: 4 settimane | Tempo: 3 ore settimanali | Vai al corso

      3. Management of Fashion and Luxury Companies – Università Bocconi

      Erica Corbellini (MAFED) e Stefania Saviolo (SDA Bocconi) ci rivelano come lavorano le aziende della moda e del lusso, a partire dal branding, fino ai prodotti, alle strategie di vendita al dettaglio  e alla comunicazione. Un ciclo che permette di capire come rendere un fashion brand contemporaneo e vincente nel mercato globale.

      Piattaforma: Coursera | Durata: 6 settimane | Tempo: 3 ora settimanali | Vai al corso

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      4. Fashion Style Icons and Design History – Otis College of Art and Design

      Amy Bond, fashion designer e producer, ripercorre la storia dell’abbigliamento e il modo in cui i designer hanno interpretato le loro fonti d’ispirazione negli ultimi 500 anni.

      A partire dalla moda rinascimentale si studiano le biografie di stilisti e couturier con uno sguardo sulla ciclicità delle mode analizzando quindi come degli elementi di abbigliamento possono spesso essere ricondotti a un momento o figura precedente nella storia.

      Piattaforma: Kadenze | Durata: 6 settimane | Tempo: 6 ore settimanali | Vai al corso

      5. Sarabande Sessions

      La fondazione benefica Sarabande, fondata da Alexander McQueen poco prima della sua morte e diventata una vera e propria istituzione nel mondo della moda, ha lanciato conferenze e lezioni online dove grandi nomi della moda e dell’arte dialogano sulla contemporaneità e tutti possono commentare e mostrare anche i propri lavori. In calendario un incontro con Andrew Bolton, curatore del Costume Institute del Met che racconta la mostra Camp, Thom Browne in conversazione con Tim Blanks, Tim Walker con Molly Goddard.

      Piattaforma: Sarabande | Durata: 2 settimane | Tempo: 1 ora al giorno circa | Vai alle sessioni

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      7. Fashion and Sustainability – London College of Fashion UAL

      Creato da specialisti della moda di lusso (gruppo Kering) e ricercatori di moda e sostenibilità del Centre for Sustainable Fashion ha come obiettivo la comprensione della ricerca innovativa sulla moda sostenibile e delle pratiche commerciali nel settore del lusso.

      Piattaforma: Futurelearn | Durata: 3 settimane | Tempo: 3 ora settimanali | Vai al corso

      8. A History of Royal Fashion – Glosgow University

      Diversi esperti nel campo, racconteranno come la casa reale britannica usa (e ha usato) la moda per intrattenere, controllare e stupire i suoi sudditi. A History of Royal Fashion guida gli utenti negli armadi dei re e delle regine, alla scoperta delle implicazioni fashion di ben cinque dinastie reali, dai Tudor ai Windsor. I corsi online dell’Università di Glasgow prevedono l’accesso esclusivo alla Royal Ceremonial Dress Collection, reso possibile dalla collaborazione con Historic Royal Palaces. Esperti di entrambe le istituzioni introducono il pubblico ai diversi stili dei monarchi e delle loro famiglie. 

      Piattaforma: Featurelearn | Durata: 5 settimane | Tempo: 3 ora settimanali | Vai al corso

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      IN BREVE

      • Fashion as Design – Museum of Modern Art (MoMA)
      • Understanding Fashion: From Business to Culture – Insitut Français de la Mode (IFM)

      • Management of Fashion and Luxury Companies – Università Bocconi

      • Fashion Style Icons and Design History – Otis College of Art and Design

      • Sarabande Sessions

      • Fashion and Sustainability – London College of Fashion UAL

      • A History of Royal Fashion – Glosgow University

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      Umidità nell’armadio: come combatterla

      Umidità nell’armadio: come combatterla

      Umidità nell’armadio: come combatterla

      Metodi naturali (e non) per combattere l’umidità negli armadi.

      Un problema ben più comune di quello che pensiamo è la presenza di umidità nell’armadio e la conseguente formazione di muffa e cattivi odori sui vestiti, danneggiando sia i tessuti che l’armadio.


      Come prevenire il problema?

      1.  Fai prendere aria agli armadi. Durante le belle giornate, approfittiamone per lasciare finestre e ante dell’armadio aperte, per far circolare l’aria all’interno e fare evaporare l’umidità accumulata. Se abbiamo tempo, ogni tanto possiamo anche togliere tutti i capi dall’armadio e lasciarli arieggiare, così anche l’eventuale umidità assorbita dagli abiti verrà eliminata. A questo proposito, evitiamo anche di sistemare vestiti o altri oggetti troppo attaccati gli uni agli altri: è importante lasciare spazio attorno per far circolare più aria

       

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      2.  Asciuga bene gli abiti. Prima di mettere nell’armadio i capi lavati, assicuriamoci che siano completamente asciutti. Inoltre, assicuriamoci di mettere nell’armadio solo vestiti puliti: il suolo insieme all’umidità può fornire un terreno fertile per la muffa.

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      3. Demumidifica la stanza e l’armadio. La condizione indispensabile per mantenere l’armadio sano è mantenere nella stanza il giusto livello di umidità. 

      Ecco cosa possiamo usare:

      • kit assorbiumidità. Fanno circolare l’aria e assorbono l’umidità in eccesso grazie a ricariche con cristalli ultra-assorbenti e anti-odore (as esempio troviamo in commercio Ariasana Aero 360°)
      • Sale o riso. Facciamo dei pacchettini avvolgendo 100 grammi di sale o di riso in una garza e chiudiamola a caramella. Riponiamoli negli angoli del guardaroba e in fondo ai cassetti. E’ necessario rinnovare sale o riso ogni 3/4 giorni finché il grosso dell’umidità sarà stato assorbito e poi ogni due settimane. Ogni sacchettino può essere abbellito a piacere con nastri o altre decorazioni. 
      • Gessetti.  Il gesso assorbe molto bene l’umidità nell’aria, soprattutto negli spazi chiusi. Facciamo un mazzolino con dei gessetti per la lavagna (una decina), leghiamoli con un nastrino e appendiamoli all’interno dell’armadio (facciamo attenzione che non vengano in contatto con gli abiti poichè li sporcherebbero).
      • Argilla. Mettiamo in una ciotolina dell’argilla verde ventilata e copriamola con un fazzoletto di stoffa. 
      • Palline di canfora e naftalina. Hanno la doppia funzione di assorbire l’umidità e di proteggere dalla tarme.  (Per rimedi anti-tarme vedi anche: Rimedi anti-tarme: come curare l’armadio in estate)
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      4. Togliere odori sgradevoli dall’armadio. Se oltre all’umidità nell’armadio c’è un odore poco piacevole, ecco qualche soluzione:

       

      • Carbone. Mettiamo nel guardaroba un pezzo di carbone vegetale.
      • Latte. Lasciamo una tazza di latte bollente per 12 ore nell’armadio. Dopodiché si lascia arieggiare e anche questo problema sarà risolto.


        (Per i problemi di cattivi odori nell’armadio, vedi anche: DIY: Prepara un deodorante naturale per il tuo armadio)

      5. Togliere odori sgradevoli di vestiti. Se ci siamo accorti troppo tardi e la muffa ha intaccato i vestiti, possiamo provare con le seguenti opzioni:

      • Sapone di Marsiglia. Se i capi sono stati danneggiati, strofiniamo del sapone di Marsiglia direttamente sulla parte interessata e lasciamolo agire per mezza giornata. Laviamo poi alla temperatura massima concessa dal tessuto e, se possibile, aggiungiamo la candeggina.
      • Aceto. Prepariamo due tazze di aceto mescolate con una d’acqua, aggiungiamo qualche goccia di olio essenziale di ginepro e di cannella e inseriamo tutto in uno spruzzino. Agiamo direttamente sulle macchie e attendiamo 30 minuti.


        (Per consigli su come togliere cattivi odori dai vestiti vedi anche: come togliere i cattivi odori dai vestiti)

       

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      IN BREVE

      • Arieggia speso l’armadio
      • Asciuga bene i vestiti prima di metterli via
      • Utilizza rimedi anti-umidità direttamente nel tuo armadio
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      Come igienizzare e sterilizzare i vestiti

      Come igienizzare e sterilizzare i vestiti

      Come igienizzare e sterilizzare i vestiti

      Igienizzare i vestiti col vapore.

      Premesso che non sono un’amante del ferro da stiro e ho sempre cercato di stirare il minimo indispensabile, premetto anche che ho sempre utilizzato il tradizionale ferro da stiro con serbatoio interno orizzontale.

      Ho scoperto però che il ferro da stiro con caldaia consente la sterilizzazione degli indumenti e della biancheria per la casa, utilizzando vapore acqueo saturo. Con il vapore, dunque, si possono eliminare germi e batteri, sterilizzando in modo profondo le fibre tessili dei tessuti.

      Mediante alla pressione, la cui unità di misura è il bar, l’acqua nel serbatoio verrebbe trasformata in calore umido, ovvero il vapore che potrebbe raggiungere temperature che superano i 100°C.

       

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      Quindi come fare?
      Un’ottima soluzione per le persone che come me non sono inclini all’arte dello stirare, è sicuramente il ferro da stiro verticale con caldaia, anche dette stirelle a vapore.

      Questo ferro da stiro, inoltre, permette di regolare il vapore in base alle diverse esigenze ed al tipo di tessuto. È la soluzione ideale per i tessuti delicati come la seta, perché permette di distendere le pieghe dolcemente con il vapore; ottima sui tessuti più resistenti come il cotone ed il lino basta regolare al massimo il vapore ed applicare la spazzola accessoria alla testina, per farlo penetrare più a fondo.

      Non vi ho convinti? Tranquilli c’è cloudrobe che lo fa per voi!
      *Servizio incluso nel prezzo con abbonamento VIP e TOP 😉

       

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      IN BREVE

      • Con il ferro da stiro a cldaia esterna igienizziamo i vestiti eliminando germi e batteri
      • Da prendere in considerazione le stirelle a vapore verticali
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