Etichette dei vestiti: come lavare, asciugare e stirare i capi

Etichette dei vestiti: come lavare, asciugare e stirare i capi

Etichette dei vestiti: come lavare, asciugare e stirare i capi

Etichette dei vestiti: come lavare, asciugare e stirare i capi

 

Ormai ho imparato: prima di comprare qualsiasi indumento, controllo le informazioni principali, ossia composizione e istruzioni per il lavaggio: voglio essere consapevole di cosa indosso (tessuti) e che ti di impegno richiede il lavaggio, l’asciugatura e (l’eventuale) stiratura. 

Si perchè ok lavare a mano o mandare in lavanderia un capo che utilizzo sporadicamente, ma la maglietta che indosso tutti i giorni voglio poterla lavare in lavatrice senza particolari attenzioni!

Leggere le etichette è importante non solo per gli indumenti, ma anche per la biancheria di tutta la casa. Le etichette riportano diverse informazioni, tra cui composizione del tessuto, con l’indicazione percentuale delle fibre, simboli per il lavaggio a mano o in lavatrice, simboli di stiratura e asciugatura, simboli per il lavaggio a secco.

Sembra difficile, ma una volta capiti i simboli principali poi ci ricorderemo tutto facilmente! Ecco allora una guida rapida sui principali simboli di istruzioni che troviamo sui capi.

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1 Etichette per il lavaggio

Per lavare il capo, bisogna attenersi a quanto riportato sulle etichette per il lavaggio, che indicano se lavarlo in lavatrice, a mano o a secco, a quali temperature e se è possibile il candeggio.

La vaschetta indica la possibilità di lavare in lavatrice a ciclo normale, medio se sotto c’è un trattino o delicato se ne troviamo due.  Spesso all’interno si trovano i gradi consigliati per il lavaggio (30°, 40°, 60°).
La vaschetta con la mano indica il lavaggio a mano, mentre la vaschetta barrata indica che non si deve lavare in acqua, per cui sarà necessario rivolgersi alla lavanderia (noi di Cloudrobe ci affidiamo a MamaClean)

Passiamo al triangolo, che  indica il candeggio. Se troviamo il triangolo vuol dire possiamo applicare qualsiasi candeggio. se però all’interno ci sono due righe, vuol dire che è ammesso solo il candeggio ma senza cloro. Se invece il triangolo è barrato, vuol dire non possiamo candeggiare.

Quando troviamo una specie di caramella barrata, in fine, vuol dire che non dobbiamo strizzare il capo.

 

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2 Etichette per l’asciugatura

Anche le informazioni riguardo l’asciugatura sono importanti per evitare di rovinare il capo. È adatto all’asciugatrice o meglio asciugarlo all’aria aperta? All’ombra o anche al sole? Insomma, fare attenzione a ogni minimo dettaglio permetterà di rendere duraturo qualsiasi tessuto, senza rovinarlo.

Il quadrato con all’interno un cerchio, vuol dire che possiamo usare l’asciugatrice. Se all’interno del cerchio, poi, ci sono due puntini, possiamo impostare una temperatura normale, se ce n’è solo uno, una temperatura bassa. Se il simbolo è barrato, non possiamo usare l’asciugatrice.

In questo caso, il quadrato (senza dentro il cerchio) indica che possiamo asciugare il capo all’aria aperta, e se ci sono due lineette, rigorosamente all‘ombra. Se nel quadrato c’è un semicerchio che lo fa assomigliare ad una busta, allora possiamo appendere sullo stendino, mentre se c’è una linea al centro, dobbiamo stenderlo su una superficie piana.

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3. Etichette per la stiratura

Anche stirare diventa un problema se non si pone attenzione. Stirare a vapore o a secco? Ad alta, a media o a bassa temperatura? (vedi anche il Blog Come igienizzare i vestiti)

Il ferro da stiro indica che possiamo stirare il capo sia a secco che a vapore. se all’interno c’è un puntino, dobbiamo impostare una temperatura bassa (adatta per sintetico, acrilico, nylon e poliestere), se ce ne sono due media (adatta per lana e seta), se ce ne sono tre alta (adatta per cotone e lino). Se sotto il ferro ci sono due lineette (che indicano il vapore che esce da sotto) barrate, vuol dire che non possiamo utilizzare il vapore, se invece è tutto il ferro da stiro ad essere barrato, vuol dire che non possiamo stirare il capo.

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IN BREVE

    • Le etichette attaccate ai capi contengono le informazioni sulla composizione e le istruzzioni per cura: lavaggio, asciugatura e stiratura
    • E’ importante controllarli per non rovinare i capi e sapere cosa ci aspetta
    • Sembra difficile, ma se si capiscono le basi diventa semlice interpretare i soboli delle istruzioni
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    Shopping primavera estate e sanificazione dei vestiti

    Shopping primavera estate e sanificazione dei vestiti

    Shopping primavera estate e sanificazione dei vestiti

    Come affrontare lo shopping primavera/ estate nei negozi e come igienizzare i vestiti acquistati senza lavarli

     

    Dopo 3 mesi di attesa, finalmente riaprono i negozi di abbigliamento… evviva!! anche perchè è ufficialmente cominciata la nuova stagione e, avendo già fatto il cambio armadio nel lungo periodo che abbiamo avuto a disposizione, abbiamo ben presente quello che dobbiamo comprare (sia il necessario, sia lo sfizio che ci vogliamo togliere e che, diciamoci la verità, ci meritiamo proprio in questo 2020!)

     

    Bene, allora andiamo a fare shopping!! Si ma… ci sono delle regole! Vediamo in breve quali sono le regole per fare shopping nei negozio di abbigliamento e arrivare preparati (sia come accessori che come predisposizione mentale)

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    1. Indossiamo la mascherina. Obbligatoria in tutti i luoghi chiusi, non dimentichiamoci di portarla per il nostro primo shopping (anzi, magari possiamo anche abbinarla)

     

    2. Disinfettiamo le mani e indossiamo i guanti monouso. Questi ci vengono messi a disposizione all’entrata del negozio. Una cosa in meno da ricordare!

    3. Rispettiamo il numero di persone che possono entrare nel negozio e la distanze interpersonale di almeno 1 metro. Anche se siamo prese dall’eccitazione dello shopping dopo tanto tanto, ricordiamoci che ci sono delle regole, e quello del rispetto del distanziamento sociale è fondamentale.

     

     

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    Ebbene, siamo pronti! In fondo sono solo 3 regole da rispettare, e visto che indossiamo i guanti, possiamo toccare i vestiti e sceglierli in autonomia. Certo toccare il tessuto con i guanti non è la stessa cosa… ma per ora ci accontentiamo, e se abbiamo qualche dubbio possiamo leggerne la composizione sull’etichetta!

     

    Ok, ci siamo! Ho scelto i vestiti che mi piacciono, li provo e acquisto quelli che mi vanno bene.

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    Torno a casa. Che faccio? Li lavo? Chi altro li avrà toccati? Bhe però avevano i guanti anche loro… Quindi non li lavo? E’ un peccato lavarli, sono nuovi! 

    Ecco come risolvere il problema nel dubbio. Ossia, come igienizzare i vestiti senza lavarli:

    1. Una spazzolata con una spazzola in setole naturali:  30 secondi di spazzolata lenta e con movimenti verticali dall’alto verso il basso che assecondano il verso della trama, rimuovono polvere, smog e batteri lasciando le fibre pulite e libere di respirare.

    2. Uso del vapore a 100°: è un buon agente sterilizzante per uccidere la stragrande maggioranza di virus e batteri presenti. Le stirelle verticali sono ottime (vedi blog: come igenizzare e sterilizzare i vestiti)

    3. Uso dell’asciugatrice: l’asciugatrice con il suo calore uccide germi e batteri presenti sui capi meglio di un ciclo di lavaggio in lavatrice. Scegli un ciclo di mezz’ora ad alta temperatura. Attenzione però utilizzarla solo per capi per cui ne è permesso l’uso.

    IN BREVE

    • Le regole da seguire per lo shopping nei negozi
    • Come igienizzare i capi acquistati senza lavarli
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    Outfit perfetto per lo smart working

    Outfit perfetto per lo smart working

    Outfit perfetto per lo smart working

    Come affrontare il lavoro da casa con stile

    ‘Evviva non devo andare in ufficio posso lavorare tutto il giorno da casa e rimanere in pigiama!!!’ Questa è la prima cosa che penso quando posso o devo fare smart working! E invece no! 

    Videochiamate programmate, videochiamate improvvise e professionalità mi impediscono di tenermi il mio pigiama (o quello che uso come pigiama) per tutto il giorno.

    Ok, mi posso però permettere una colazione con calma (in rigoroso silenzio – se riesco a svegliarmi per prima!) e decidere cosa mettermi con relativa calma – riesco a essere in ritardo anche quando lavoro da casa!

    Ecco i consigli per un outfit corretto per affrontare le video call (senza dover dire che non ci funziona la videocamera!)

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    1. Parola chiave: praticitàSe il lavoro in smart working diventa agile, anche l’outfit deve seguire la stessa filosofia. Comodità e semplicità per uno stile business casual ma pur sempre ricercato e professionale: no a giacche (e cravatte), sì a maglie e cardigan.

    2. Anche le camicie sono ben accette, e quella bianca è sempre perfetta, in qualsiasi mise e occasione. In cotone o lino, sceglietela morbida e fresca. Curiamo molto la parte superiore, visto che è la parte che generalmente mettiamo in mostra durante le conference call.

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    3. Ma non dimentichiamoci della parte sotto! Se per caso dobbiamo alzarci per prendere qualcosa, rispondere al citofono o far fronte a qualsiasi evenienza e imprevisto dobbiamo essere preparati. Un paio di pantaloni sporty chic sono l’ideale: comodi perché morbidi e molto elastici, si adattano alle forme del corpo senza costringerle e permettono maggiore flessibilità. Sono perfetti anche per chi ha scelto di fare un po’ di faccende domestiche o esercizi di ginnastica tra una mail e una telefonata di lavoro.

    4. In quest’ottica anche le scarpe sono importanti. Niente di troppo impegnativo o formale, un bel paio di sneakers bianche sono l’ideale. Minimal e di tendenza, mixano comodità e charme in maniera impeccabile.

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    5. Bisogna truccarsi? Non è necessario. Chi lo desidera può utilizzare un velo di fondotinta abbinato a un tocco di mascara e un rossetto leggero. Ma cerchiamo di concentrarci sui capelli:  no al mollettone, si ai capelli raccolti con una coda, una treccia o uno chignon, acconciature pratiche e femminili. 

    6. Infine, occhio allo sfondo. Oltre a quello che mettete addosso, fate attenzione a quello che posizionate vicino o dietro di voi: deve comunque rispecchiare una certa serietà. Sono consigliate le librerie o, per evitare qualsiasi errore, una bella parete bianca! 

    IN BREVE

    • L’outift perfetto per lo smart working non è il pigiama!
    • Un giusto compromesso è lo stile business casual ma pur sempre ricercato e professionale
    • Curiamo in particolare la parte top, ma non dimentichiamoci di scarpe e pantaloni!
    • Il trucco non è necessario, la cura dei capelli e la scelta dello sfondo invece si
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    Cambio stagione senza stress

    Cambio stagione senza stress

    Cambio stagione senza stress

    La guida definitiva al cambio armadio facile e veloce con Cloudrobe e Rinchiudetely

    Ebbene si, anche quest’anno siamo giunti al momento del cambio stagione… ci tocca!

    Ma vi dico una cosa: io quest’anno mi sono fatta aiutare dai consigli di Rinchiudetely e all’innovativo servizio di archiviazione Cloudrobe… così è tutta un’altra storia 😉

    Allora partiamo dai preziosi consigli di Elena Dossi, Professional Organizer volto e voce di Rinchiudetely. Ma prima di tutto, chiediamo ad Elena, chi è un Professional Organzier?

    “La figura del Professional Organizer racchiude diverse competenze, la principale quella di saper organizzare in modo funzionale e ottimizzare lo spazio a beneficio di chi lo vive nel quotidiano. Non si tratta di quanto un ambiente sia grande o piccolo, ma di saperlo sfruttare adeguatamente con soluzioni intelligenti e piccoli accorgimenti che pagano immediatamente l’occhio, dando una piacevole sensazione a chi lo vive. La mia mission è aiutare le persone a semplificarsi la vita di ogni giorno grazie a una migliore organizzazione degli spazi domestici e in particolare dell’armadio, il posto dove secondo me comincia la giornata.”

     

    Wow! E allora le chiediamo subito come applicare questa fantastica teoria al nostro armadio: Elena, ci dai 4 consigli per un cambio armadio senza stress?

    1. Individuare i capi che indossiamo tutto l’anno:
    “Ci sono dei capi che non necessitano il cambio stagione: jeans, t-shirt, camicie e vestitini vari possono essere usati tutto l’anno. Bisogna riporli strategicamente nell’armadio, così sapremo che quando dovremo fare il cambio stagione, quelli potranno rimanere lì.”

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    1. Concentrarsi sui capi che non useremo per tutta la stagione:
      Concentriamoci su quei capi che vanno alternati tra estate e inverno. Quindi, in base alla stagione che ci stiamo lasciando alle spalle, dovremo togliere dall’armadio solo quella parte di capi che siamo certi non ci serviranno per la stagione entrante. Se, come adesso, siamo nel pieno della stagione primaverile sarà perfetto riporre maglioni e pantaloni pesanti, cappotti, piumini e giacche pesanti, sciarpe, guanti e scarpe con il pelo dentro e via dicendo.”
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    1. Fare sempre decluttering:
      “Fondamentale è fare sempre un pochino di decluttering cioè eliminare quegli indumenti che abbiamo utilizzato fino a logorarli e quelli che al contrario continuiamo a ignorare e non utilizzare stagione dopo stagione. Se l’operazione di decluttering viene effettuata ciclicamente, la cosa si rivelerà piuttosto veloce e poco dispendiosa anche in termini di coinvolgimento emotivo.”
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    4. Riporre i capi che restano:
    “E adesso cosa fare di ciò che hai scelto di mettere via per la prossima stagione? O sei così fortunata da avere un armadio molto grande e quindi puoi permetterti di riporre in alto i capi fuori stagione, oppure ti devi attrezzare con le giuste scatole e un po’ di ingegno! Scegli bene le scatole in base a dove le devi riporre. Se per esempio devi metterle in box o in cantina, considerando l’umidità dell’ambiente, non potrai fare a meno di scatole di plastica con coperchio a chiusura ermetica. Se invece hai spazio nell’armadio, puoi scegliere anche delle scatole in cartone dotate di maniglie (metti però in conto che ogni tanto dovrai sostituirle). In ogni caso ricordato di prendere bene le misure prima! Ah, e ricordati anche di prendere delle etichette adesive: Ti assicuro che anche se pensi di riuscire a ricordarti per sempre cosa hai messo nelle scatole, te lo scorderai in meno di 2 giorni.”

    Questo forse è il punto più stressante del cambio armadio: riporre il cambio stagione da qualche parte, uno o più posti in base alla disponibilità di spazio che abbiamo, e dover poi recuperarli, sperando che non si sia rovinato nulla e di ricordarsi dove sono tutte le scatole, e magari dargli anche una rinfrescata e /o stirata prima di metterli nell’armadio. … solo al pensiero sono già stufa!!

     

    Ecco allora che ci viene in aiuto Cloudrobe, l’innovativo sistema di archiviazione fisica e digitale di abbigliamento e accessori.

    Come funziona?

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    Non dobbiamo nemmeno procurarci le scatole: Cloudrobe ci consegna tutto il necessario per riporre quello che abbiamo deciso di archiviare e passa a ritirarlo a domicilio nella data e ora concordate. Una volta ricevuti i vostri capi, Cloudrobe se ne prenderà cura con trattamenti ad-hoc (quali leva pelucchi, togli pallini, stiratura a vapore, in base all’abbonamento selezionato), farà foto professionali e li riporrà con cura in appositi spazi. Una volta terminato il processo avremo a disposizione una piattaforma digitale dove potremo vedere tutto ciò che abbiamo archiviato e richiederlo solo quando ne avremo bisogno. Niente scatole, niente etichette, niente pensieri: tutto a portata di click! Facile vero?

     

    Infine, possiamo usare Cloudrobe non solo per tutti quei vestiti e accessori di uso stagionale ma anche per quelli di uso occasionale In questo modo nell’armadio avremo solo cose che utilizziamo nel quotidiano.

     

    Se desideri approfondire il tema del cambio armadio con Elena, ha appena realizzato un video corso che partla proprio di questo!

    IN BREVE

    • Cloudrobe e Rinchiudetely ti aiutano a fare il cambio stagione senza stress
    • Rinchiudetely è il servizio di Elena Dossi, professional organizer, che ci offre 4 preziosi consigli per il cambio armadio

    • Cloudrobe è l’innovativo servizio di archiviazione che ci aiuta nella fase di storage, cura e recupero di capi e abbigliamento

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    Moda: conferenze e corsi online

    Moda: conferenze e corsi online

    Moda: conferenze e corsi online

    I migliori corsi di moda online completamente gratuiti: dove trovarli e quanto durano.

    Alcuni tra i maggiori istituti di moda del mondo stanno proponendo cicli di lezioni online, per lo più della durata di 4/6 settimane con una media di 3 ore settimanali da dedicare alle singole lezioni.

    Assieme alle accademie e alle scuole di moda, sono tantissimi i protagonisti del settore, dai designer più quotati ai creativi più iconici, che parteciperanno a queste lezioni online per studenti e appassionati, dando un grande apporto alle iniziative.


    E ce n’è per tutti i gusti:

    1. Fashion as Design – Museum of Modern Art (MoMA) 

    Concepito dall’autrice e curatrice del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa, Paola Antonelli, il corso offre una prospettiva più universale sull’abito come oggetto di design, tra forma e funzione, automazione e artigianalità, standardizzazione e personalizzazione, concentrandosi su una selezione di numerosi capi e accessori provenienti da tutto il mondo (dai Levi’s 501 alla alla Birkin di Hermès): attraverso ognuno di essi, gli studenti esamineranno da vicino ciò indossiamo ogni giorno, perché lo facciamo, come viene realizzato e cosa significa, con il contributo di designer, produttori, storici e altre figure professionali che lavorano con l’abbigliamento e, in alcuni casi, ne reinventano la concezione.

    Piattaforma Coursera | Durata: 7 settimane | Tempo: 2/3 ore settimanali | Vai al corso

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    2. Understanding Fashion: From Business to Culture – Insitut Français de la Mode (IFM)

    Diretto dal professor Benjamin Simmenauer, il corso ha un focus trasversale che esplora il fashion system sia come fenomeno culturale che come industria creativa, trattando argomenti che spaziano dalla decodifica delle tendenze al rapporto tra stampa e moda, sino alle rappresentazioni di genere e alle questioni sociali e subculturali. I CEO delle principali case di moda così come designer famosi come Paul Smith, Simon Porte Jacquemus o Christelle Kocher condividono le loro opinioni per cercare di capire la moda da una prospettiva più teorica.

    Piattaforma FutureLearn | Durata: 4 settimane | Tempo: 3 ore settimanali | Vai al corso

    3. Management of Fashion and Luxury Companies – Università Bocconi

    Erica Corbellini (MAFED) e Stefania Saviolo (SDA Bocconi) ci rivelano come lavorano le aziende della moda e del lusso, a partire dal branding, fino ai prodotti, alle strategie di vendita al dettaglio  e alla comunicazione. Un ciclo che permette di capire come rendere un fashion brand contemporaneo e vincente nel mercato globale.

    Piattaforma: Coursera | Durata: 6 settimane | Tempo: 3 ora settimanali | Vai al corso

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    4. Fashion Style Icons and Design History – Otis College of Art and Design

    Amy Bond, fashion designer e producer, ripercorre la storia dell’abbigliamento e il modo in cui i designer hanno interpretato le loro fonti d’ispirazione negli ultimi 500 anni.

    A partire dalla moda rinascimentale si studiano le biografie di stilisti e couturier con uno sguardo sulla ciclicità delle mode analizzando quindi come degli elementi di abbigliamento possono spesso essere ricondotti a un momento o figura precedente nella storia.

    Piattaforma: Kadenze | Durata: 6 settimane | Tempo: 6 ore settimanali | Vai al corso

    5. Sarabande Sessions

    La fondazione benefica Sarabande, fondata da Alexander McQueen poco prima della sua morte e diventata una vera e propria istituzione nel mondo della moda, ha lanciato conferenze e lezioni online dove grandi nomi della moda e dell’arte dialogano sulla contemporaneità e tutti possono commentare e mostrare anche i propri lavori. In calendario un incontro con Andrew Bolton, curatore del Costume Institute del Met che racconta la mostra Camp, Thom Browne in conversazione con Tim Blanks, Tim Walker con Molly Goddard.

    Piattaforma: Sarabande | Durata: 2 settimane | Tempo: 1 ora al giorno circa | Vai alle sessioni

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    7. Fashion and Sustainability – London College of Fashion UAL

    Creato da specialisti della moda di lusso (gruppo Kering) e ricercatori di moda e sostenibilità del Centre for Sustainable Fashion ha come obiettivo la comprensione della ricerca innovativa sulla moda sostenibile e delle pratiche commerciali nel settore del lusso.

    Piattaforma: Futurelearn | Durata: 3 settimane | Tempo: 3 ora settimanali | Vai al corso

    8. A History of Royal Fashion – Glosgow University

    Diversi esperti nel campo, racconteranno come la casa reale britannica usa (e ha usato) la moda per intrattenere, controllare e stupire i suoi sudditi. A History of Royal Fashion guida gli utenti negli armadi dei re e delle regine, alla scoperta delle implicazioni fashion di ben cinque dinastie reali, dai Tudor ai Windsor. I corsi online dell’Università di Glasgow prevedono l’accesso esclusivo alla Royal Ceremonial Dress Collection, reso possibile dalla collaborazione con Historic Royal Palaces. Esperti di entrambe le istituzioni introducono il pubblico ai diversi stili dei monarchi e delle loro famiglie. 

    Piattaforma: Featurelearn | Durata: 5 settimane | Tempo: 3 ora settimanali | Vai al corso

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    IN BREVE

    • Fashion as Design – Museum of Modern Art (MoMA)
    • Understanding Fashion: From Business to Culture – Insitut Français de la Mode (IFM)

    • Management of Fashion and Luxury Companies – Università Bocconi

    • Fashion Style Icons and Design History – Otis College of Art and Design

    • Sarabande Sessions

    • Fashion and Sustainability – London College of Fashion UAL

    • A History of Royal Fashion – Glosgow University

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    Umidità nell’armadio: come combatterla

    Umidità nell’armadio: come combatterla

    Umidità nell’armadio: come combatterla

    Metodi naturali (e non) per combattere l’umidità negli armadi.

    Un problema ben più comune di quello che pensiamo è la presenza di umidità nell’armadio e la conseguente formazione di muffa e cattivi odori sui vestiti, danneggiando sia i tessuti che l’armadio.


    Come prevenire il problema?

    1.  Fai prendere aria agli armadi. Durante le belle giornate, approfittiamone per lasciare finestre e ante dell’armadio aperte, per far circolare l’aria all’interno e fare evaporare l’umidità accumulata. Se abbiamo tempo, ogni tanto possiamo anche togliere tutti i capi dall’armadio e lasciarli arieggiare, così anche l’eventuale umidità assorbita dagli abiti verrà eliminata. A questo proposito, evitiamo anche di sistemare vestiti o altri oggetti troppo attaccati gli uni agli altri: è importante lasciare spazio attorno per far circolare più aria

     

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    2.  Asciuga bene gli abiti. Prima di mettere nell’armadio i capi lavati, assicuriamoci che siano completamente asciutti. Inoltre, assicuriamoci di mettere nell’armadio solo vestiti puliti: il suolo insieme all’umidità può fornire un terreno fertile per la muffa.

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    3. Demumidifica la stanza e l’armadio. La condizione indispensabile per mantenere l’armadio sano è mantenere nella stanza il giusto livello di umidità. 

    Ecco cosa possiamo usare:

    • kit assorbiumidità. Fanno circolare l’aria e assorbono l’umidità in eccesso grazie a ricariche con cristalli ultra-assorbenti e anti-odore (as esempio troviamo in commercio Ariasana Aero 360°)
    • Sale o riso. Facciamo dei pacchettini avvolgendo 100 grammi di sale o di riso in una garza e chiudiamola a caramella. Riponiamoli negli angoli del guardaroba e in fondo ai cassetti. E’ necessario rinnovare sale o riso ogni 3/4 giorni finché il grosso dell’umidità sarà stato assorbito e poi ogni due settimane. Ogni sacchettino può essere abbellito a piacere con nastri o altre decorazioni. 
    • Gessetti.  Il gesso assorbe molto bene l’umidità nell’aria, soprattutto negli spazi chiusi. Facciamo un mazzolino con dei gessetti per la lavagna (una decina), leghiamoli con un nastrino e appendiamoli all’interno dell’armadio (facciamo attenzione che non vengano in contatto con gli abiti poichè li sporcherebbero).
    • Argilla. Mettiamo in una ciotolina dell’argilla verde ventilata e copriamola con un fazzoletto di stoffa. 
    • Palline di canfora e naftalina. Hanno la doppia funzione di assorbire l’umidità e di proteggere dalla tarme.  (Per rimedi anti-tarme vedi anche: Rimedi anti-tarme: come curare l’armadio in estate)
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    4. Togliere odori sgradevoli dall’armadio. Se oltre all’umidità nell’armadio c’è un odore poco piacevole, ecco qualche soluzione:

     

    • Carbone. Mettiamo nel guardaroba un pezzo di carbone vegetale.
    • Latte. Lasciamo una tazza di latte bollente per 12 ore nell’armadio. Dopodiché si lascia arieggiare e anche questo problema sarà risolto.


      (Per i problemi di cattivi odori nell’armadio, vedi anche: DIY: Prepara un deodorante naturale per il tuo armadio)

    5. Togliere odori sgradevoli di vestiti. Se ci siamo accorti troppo tardi e la muffa ha intaccato i vestiti, possiamo provare con le seguenti opzioni:

    • Sapone di Marsiglia. Se i capi sono stati danneggiati, strofiniamo del sapone di Marsiglia direttamente sulla parte interessata e lasciamolo agire per mezza giornata. Laviamo poi alla temperatura massima concessa dal tessuto e, se possibile, aggiungiamo la candeggina.
    • Aceto. Prepariamo due tazze di aceto mescolate con una d’acqua, aggiungiamo qualche goccia di olio essenziale di ginepro e di cannella e inseriamo tutto in uno spruzzino. Agiamo direttamente sulle macchie e attendiamo 30 minuti.


      (Per consigli su come togliere cattivi odori dai vestiti vedi anche: come togliere i cattivi odori dai vestiti)

     

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    IN BREVE

    • Arieggia speso l’armadio
    • Asciuga bene i vestiti prima di metterli via
    • Utilizza rimedi anti-umidità direttamente nel tuo armadio
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