Come disinfettare i vestiti in lavatrice

Come disinfettare i vestiti in lavatrice

Come disinfettare i vestiti in lavatrice

Guida ai prodotti naturali per disinfettare il bucato in lavatrice.

Come dicevamo nella scorsa punatata (Scuola e vestiti: come igienizzarli) , lavare i vestiti in lavatrice non li igienizza, neppure se utilizziamo alte temperature.Per combattere i batteri, dobbiamo aggiungere prodotti antibatterici, che possono essere la candeggina o antibatteri chimici , oppure prodotti naturali al 100%.

Visto che sto cercando di essere sempre più green ecco i metodoti naturali che ho trovato per disinfettare i capi assieme al detersivo per il lavaggio in lavatrice oppure a mano:

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  • Oli essenziali e tree tea antimicrobici

    Gli oli essenziali hanno azione antifungina e antimicrobica oltre che antibatterica. Tra i più utilizzati per il bucato ci sono l’olio di lavanda officinale, quello di melaleuca (tea tree oil), salvia e timo. È sufficiente versarne 4-5 gocce direttamente nel  detersivo (meglio se inodore) oppure aggiungerne
    un cucchiaio a una bottiglia da un litro di alcol bianco per liquore, lasciare a riposare il tutto per una settimana in una bottiglia scura e aggiungere al detersivo abituale 1-2 cucchiai ogni 5 chili di bucato.

    Se lavi a mano, immergi il bucato in una vaschetta con acqua e qualche goccia di olio essenziale. Lascia in ammollo qualche minuto, poi lava normalmente.

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  • Aceto e limone contro i batteri

    Oltre ad essere un ottimo disinfettanete, l’aceto bianco riesce anche a rimuovere le macchie più ostinate. Basta mettere i capi in ammollo in una bacinella contenente acqua calda e mezza tazza di aceto bianco, lasciarli a riposo una notte elavarli come di consueto. oppure  aggiungere mezza tazza insieme al detersivo. Otre ad avere colori più intensi e brillanti, è utile anche per rimuovere oodri forti quali sigarette e fritto.

    Altro ingrediente antibatterico è il succo di limone, da aggiungersi al normale detersivo. Ne basterà qualche goccia, sia per la lavatrice sia per il lavaggio a mano, nell’acqua calda. Tale soluzione può essere usata anche per lana e delicati come la seta, rendendo i tessuti morbidi e luminosi.

    Alternativa al succo di limone è l’estratto di semi di pompelmo: bastano 5-10 gocce in 4 litri di acqua, lasciando il bucato in ammollo per 15-30 minuti e dopo averlo  risciacquato in acqua calda, metterlo in lavatrice come di consueto.

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  • Bicarbonato di sodio per annientare batteri e germi

    Il bicarbonato di sodio è molto economico ed è anche un ottimo germicida, antibatterico, oltre che igienizzante e anti-odorante. Uno o due cucchiai di bicarbonato possono essere aggiunti nell’acqua dell’ammollo del bucato o direttamente nel cestello della lavatrice.
    N.B. Non mescolatelo con l’aceto poiché si inattiverebbero a vicenda.

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IN BREVE

    • Lavare i vestiti in lavatrice non vuol dire igienizzarli
    • Per disinfettare i vestiti bosogna aggiungere antibatterici al detersivo
    • Tra gli antibatterici naturali troviamo oli essenziali e tree tea, aceto bianco, limone e bicarbonato di sodio
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    Scuola e vestiti: come igienizzarli

    Scuola e vestiti: come igienizzarli

    Scuola e vestiti: come igienizzarli

    Cosa fare al rientro a casa con i vestiti indossati a scuola: igienizzarli e sanificarli.

     

    Eccoci alla ripartenza delle scuole, e quest’anno più che mai, aggiungerei un bel ‘finalmente’! Tra banchi che diventano astronavi, bambini e ragazzi che potranno fare i ventriloqui e i genitori che fanno la staffetta per accompagnarli, comunque la scuola è ripartita.

    Se già gli altri anni avevo a cuore la questione di germi e batteri annidati nei vestiti, per cui lavavo sempre i vestiti indossati al rientro dal nido e dalla materna, quest’anno sono ancora più suscettibile all’argomento. 

    Quindi cosa dobbiamo fare con i vestiti al rientro dalla scuola?

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    • Spazzola: appendi gli abiti e spazzola lentamente il tessuto con movimenti verticali sempre dall’alto verso il basso, assecondando il verso della trama, permette di eliminare germi e batteri e permette alle fibre di distendersi e di respirare, riducendo anche le tracce di smog.
    • Vapore: appendi i vestiti e vaporizza con un getto di vapore continuo a 100°, utilizzando un ferro da stiro o una vaporella. Il vapore elimina anche le pieghe dagli abiti, quindi può essere un valido strumento anche per stirare il guardaroba. Leggi anche Come igienizzare e sterilizzare i vestiti’
      Nel vaporizzatore si può anche aggiungere l’aceto (tre bicchierini di acqua e uno di aceto di vino bianco o di mele, ma anche di vodka).
    • Asciugatrice: riponi gli abiti asciutti nel cestello e seleziona un ciclo di mezz’ora ad alta temperatura.
    • Ozono: Qualora si abbia a disposizione un sanificatore ad ozono, bisogna utilizzare una stanza chiusa dove si mettono i vestiti da sanificare per almeno 15 minuti.

     

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    Se invece i vestiti sono da lavare, comunque ricordati che il solo ciclo, indipendemente dalla temperatura, non igienizza i vestiti, anzi diffonde eventuali germi presenti su un capo anche sugli altri, rimanendo anche nella lavatrice.

    Quindi, per igienizzare i capi puoi durante o dopo i lavaggio puoi:

    • Stendere il bucato all’aperto, sotto i raggi del sole. Il rimedio della nonna sfrutta infatti le proprietà disinfettanti della luce ultravioletta del sole. In caso per igenizzare la lavatrice puoi fare un ciclo a vuoto con candeggina o con un altro tipo di disinfettante. (aceto,acqua ossigenata)
    • Aggiungere un igienizzate al detersivo, anche naturale come l’aceto o il bicarbonato di sodio
    • Utilizzare un lavatrice dotata di vapore. Non distruggerà il 100% dei batteri, ma è sempre meglio che non fare niente. E poi il vapore offre tanti vantaggi, come la distensione delle fibre per facilitare la stiratura.
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    La sterilizzazione, invece,  ossia l’uccisione o inattivazione totale di tutte le forme viventi, compresi virus, spore e nematodi, è possibile si pratica con macchinari adeguati, come i dispositivi a luci ultraviolette.
    Basterà avvicinarli agli abiti da sterilizare. Durante l’uso, attento a non puntare la lampada su persone o animali, poiché i raggi ultravioletti sono dannosi per gli occhi e la pelle.

    Anche le scarpe e gli accessori possono essere sterilizzati con lampade ultraviolette oppure igienizzati con alcool denaturato o spray antibatterici.

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    IN BREVE

      • Come igienizzare i vestiti al reintro dalla scula
      • Se non si devono lavare, si possono usare il vapore, l’ozono, la spazzola o l’asciugatrice
      • Se si devono lavare si può utilizzare una lavatrice col vapore,  aggiungere un igienizzante al detersivo, oppure stenderli al sole
      • Per la sterilizzazione, invece, ci vogliono macchinari adeguati, come i dispositivi a luci ultraviolette.
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      Come preparare la valigia per le vacanze

      Come preparare la valigia per le vacanze

      Come preparare la valigia per le vacanze

      Guida alternativa per preparare la valigia perfetta per le ferie.

       

      Pronti, partenza, VIA! Ah no aspetta, devo fare la valigia!! E sì, questo è sempre il tasto più dolente del viaggio. Perchè ovunque decidiamo di andare, per 2 giorni o 2 mesi, la valigia è sempre l’aspetto fastidioso delle ferie.

      Io parto sempre con buone intenzioni tipo “quest’anno i porto solo il minimo indispensabile” e finisco ogni anno col poter affrontare qualsiasi condizione atmosferica compresa tra i 10 e i 40 gradi!! Però devo dire che col tempo almeno ho imparato a selezionare meglio le quantità 🙂

      E quindi, so che le premesse non sono le migliori ma sono realistiche, ecco i miei consigli:

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      1. Fate la valigia un paio di giorni prima della partenza, almeno avrete il tempo di lavare o comprare ciò che manca
      2. Togliete dall’armadio tutto quello che vorreste portare
      3. Dividete per categoria
      4. A questo punto contate e chiedetevi se davvero avete bisogno di 30 t-shirt, 10 camice, 20 pantaloncini e via dicendo. Importante: potrò usare la lavatrice? In base alla risposta, scegliete un numero che abbia senso e fate una cernita di quello che avete selezionato per ogni categoria.
      5. Lo stesso vale per le scarpe: sceglietene una o due per categoria in base all’utilizzo: se vai al mare puoi anche portare tre infradito per la spiaggia, e in base al tipo di vacanze che farai, una o due scarpe per la sera e una due scarpe da ginnastica per le passeggiate
      6. Ecco, la valigia è pronta!
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      Certo ci saranno sempre cose che porterete e non metterete mai, ma meglio una cosa in più che una in meno 😉

      Aspetta, ecco l’ultimo dubbio: avrò preso tutto??
      Se hai paura di aver lasciato fuori qualcosa dalla tua lista, leggi l’articolo: Vacanze estive: la checklist per la valigia perfetta  

      P.S. Non rinunciate quel vestito o quella scarpa che non saprete se avrete l’occasione di mettere, al massimo li riporterete a casa ma non rimpiangerete di non averli avuti in caso di bisogno 😉

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      IN BREVE

        • Fare la valigia per le ferie è sempre uno sbattimento
        • Facciamo sempre buoni propositi ma poi ci prtiamo via il mondo
        • Non cerchiamo di portare solo lo stretto necessario, ma piuttosto concentriamoci sulla quantità per categoria
        • Meglio una cosa in più che una in meno
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        Etichette dei vestiti: come lavare, asciugare e stirare i capi

        Etichette dei vestiti: come lavare, asciugare e stirare i capi

        Etichette dei vestiti: come lavare, asciugare e stirare i capi

        Etichette dei vestiti: come lavare, asciugare e stirare i capi

         

        Ormai ho imparato: prima di comprare qualsiasi indumento, controllo le informazioni principali, ossia composizione e istruzioni per il lavaggio: voglio essere consapevole di cosa indosso (tessuti) e che ti di impegno richiede il lavaggio, l’asciugatura e (l’eventuale) stiratura. 

        Si perchè ok lavare a mano o mandare in lavanderia un capo che utilizzo sporadicamente, ma la maglietta che indosso tutti i giorni voglio poterla lavare in lavatrice senza particolari attenzioni!

        Leggere le etichette è importante non solo per gli indumenti, ma anche per la biancheria di tutta la casa. Le etichette riportano diverse informazioni, tra cui composizione del tessuto, con l’indicazione percentuale delle fibre, simboli per il lavaggio a mano o in lavatrice, simboli di stiratura e asciugatura, simboli per il lavaggio a secco.

        Sembra difficile, ma una volta capiti i simboli principali poi ci ricorderemo tutto facilmente! Ecco allora una guida rapida sui principali simboli di istruzioni che troviamo sui capi.

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        1 Etichette per il lavaggio

        Per lavare il capo, bisogna attenersi a quanto riportato sulle etichette per il lavaggio, che indicano se lavarlo in lavatrice, a mano o a secco, a quali temperature e se è possibile il candeggio.

        La vaschetta indica la possibilità di lavare in lavatrice a ciclo normale, medio se sotto c’è un trattino o delicato se ne troviamo due.  Spesso all’interno si trovano i gradi consigliati per il lavaggio (30°, 40°, 60°).
        La vaschetta con la mano indica il lavaggio a mano, mentre la vaschetta barrata indica che non si deve lavare in acqua, per cui sarà necessario rivolgersi alla lavanderia (noi di Cloudrobe ci affidiamo a MamaClean)

        Passiamo al triangolo, che  indica il candeggio. Se troviamo il triangolo vuol dire possiamo applicare qualsiasi candeggio. se però all’interno ci sono due righe, vuol dire che è ammesso solo il candeggio ma senza cloro. Se invece il triangolo è barrato, vuol dire non possiamo candeggiare.

        Quando troviamo una specie di caramella barrata, in fine, vuol dire che non dobbiamo strizzare il capo.

         

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        2 Etichette per l’asciugatura

        Anche le informazioni riguardo l’asciugatura sono importanti per evitare di rovinare il capo. È adatto all’asciugatrice o meglio asciugarlo all’aria aperta? All’ombra o anche al sole? Insomma, fare attenzione a ogni minimo dettaglio permetterà di rendere duraturo qualsiasi tessuto, senza rovinarlo.

        Il quadrato con all’interno un cerchio, vuol dire che possiamo usare l’asciugatrice. Se all’interno del cerchio, poi, ci sono due puntini, possiamo impostare una temperatura normale, se ce n’è solo uno, una temperatura bassa. Se il simbolo è barrato, non possiamo usare l’asciugatrice.

        In questo caso, il quadrato (senza dentro il cerchio) indica che possiamo asciugare il capo all’aria aperta, e se ci sono due lineette, rigorosamente all‘ombra. Se nel quadrato c’è un semicerchio che lo fa assomigliare ad una busta, allora possiamo appendere sullo stendino, mentre se c’è una linea al centro, dobbiamo stenderlo su una superficie piana.

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        3. Etichette per la stiratura

        Anche stirare diventa un problema se non si pone attenzione. Stirare a vapore o a secco? Ad alta, a media o a bassa temperatura? (vedi anche il Blog Come igienizzare i vestiti)

        Il ferro da stiro indica che possiamo stirare il capo sia a secco che a vapore. se all’interno c’è un puntino, dobbiamo impostare una temperatura bassa (adatta per sintetico, acrilico, nylon e poliestere), se ce ne sono due media (adatta per lana e seta), se ce ne sono tre alta (adatta per cotone e lino). Se sotto il ferro ci sono due lineette (che indicano il vapore che esce da sotto) barrate, vuol dire che non possiamo utilizzare il vapore, se invece è tutto il ferro da stiro ad essere barrato, vuol dire che non possiamo stirare il capo.

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        IN BREVE

          • Le etichette attaccate ai capi contengono le informazioni sulla composizione e le istruzzioni per cura: lavaggio, asciugatura e stiratura
          • E’ importante controllarli per non rovinare i capi e sapere cosa ci aspetta
          • Sembra difficile, ma se si capiscono le basi diventa semlice interpretare i soboli delle istruzioni
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          Shopping primavera estate e sanificazione dei vestiti

          Shopping primavera estate e sanificazione dei vestiti

          Shopping primavera estate e sanificazione dei vestiti

          Come affrontare lo shopping primavera/ estate nei negozi e come igienizzare i vestiti acquistati senza lavarli

           

          Dopo 3 mesi di attesa, finalmente riaprono i negozi di abbigliamento… evviva!! anche perchè è ufficialmente cominciata la nuova stagione e, avendo già fatto il cambio armadio nel lungo periodo che abbiamo avuto a disposizione, abbiamo ben presente quello che dobbiamo comprare (sia il necessario, sia lo sfizio che ci vogliamo togliere e che, diciamoci la verità, ci meritiamo proprio in questo 2020!)

           

          Bene, allora andiamo a fare shopping!! Si ma… ci sono delle regole! Vediamo in breve quali sono le regole per fare shopping nei negozio di abbigliamento e arrivare preparati (sia come accessori che come predisposizione mentale)

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          1. Indossiamo la mascherina. Obbligatoria in tutti i luoghi chiusi, non dimentichiamoci di portarla per il nostro primo shopping (anzi, magari possiamo anche abbinarla)

           

          2. Disinfettiamo le mani e indossiamo i guanti monouso. Questi ci vengono messi a disposizione all’entrata del negozio. Una cosa in meno da ricordare!

          3. Rispettiamo il numero di persone che possono entrare nel negozio e la distanze interpersonale di almeno 1 metro. Anche se siamo prese dall’eccitazione dello shopping dopo tanto tanto, ricordiamoci che ci sono delle regole, e quello del rispetto del distanziamento sociale è fondamentale.

           

           

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          Ebbene, siamo pronti! In fondo sono solo 3 regole da rispettare, e visto che indossiamo i guanti, possiamo toccare i vestiti e sceglierli in autonomia. Certo toccare il tessuto con i guanti non è la stessa cosa… ma per ora ci accontentiamo, e se abbiamo qualche dubbio possiamo leggerne la composizione sull’etichetta!

           

          Ok, ci siamo! Ho scelto i vestiti che mi piacciono, li provo e acquisto quelli che mi vanno bene.

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          Torno a casa. Che faccio? Li lavo? Chi altro li avrà toccati? Bhe però avevano i guanti anche loro… Quindi non li lavo? E’ un peccato lavarli, sono nuovi! 

          Ecco come risolvere il problema nel dubbio. Ossia, come igienizzare i vestiti senza lavarli:

          1. Una spazzolata con una spazzola in setole naturali:  30 secondi di spazzolata lenta e con movimenti verticali dall’alto verso il basso che assecondano il verso della trama, rimuovono polvere, smog e batteri lasciando le fibre pulite e libere di respirare.

          2. Uso del vapore a 100°: è un buon agente sterilizzante per uccidere la stragrande maggioranza di virus e batteri presenti. Le stirelle verticali sono ottime (vedi blog: come igenizzare e sterilizzare i vestiti)

          3. Uso dell’asciugatrice: l’asciugatrice con il suo calore uccide germi e batteri presenti sui capi meglio di un ciclo di lavaggio in lavatrice. Scegli un ciclo di mezz’ora ad alta temperatura. Attenzione però utilizzarla solo per capi per cui ne è permesso l’uso.

          IN BREVE

          • Le regole da seguire per lo shopping nei negozi
          • Come igienizzare i capi acquistati senza lavarli
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          Come lavare i cappotti

          Come lavare i cappotti

          Come lavare i cappotti

          Trattare al meglio il proprio cappotto

          Che meraviglia l’inverno, i maglioni caldi, i cappotti pesanti… però che fatica prendersene cura come si deve! Quanti di voi hanno paura di rovinare il tessuto o peggio, che sia la lavanderia a rovinarlo? Vediamo alcuni trucchi per capire come lavare e trattare il proprio cappotto.

          I giacconi ed i cappotti sono infatti capi molto delicati, spesso anche costosi, e composti dai materiali più disparati come pelliccia, lana, pelle… è quindi importante prestare attenzione al trattamento affinché si possano indossare il più a lungo possibile!

          Alcuni consigli di trattamento:

          • utilizzate appendini grandi e robusti (non quelli in alluminio forniti dalla lavanderia), per evitare che le spalle si deformino con il peso;
          • ricordate di svuotare le tasche, interne ed esterne, per limitare il logoramento dei tessuti; 
          • in caso di pioggia fate asciugare i cappotti all’aria aperta (in ombra) e non sui termosifoni, altrimenti i tessuti diventeranno ispidi e secchi prima di quanto vorreste.

          Con l’arrivo della primavera procedete al lavaggio prima di riporli nell’armadio, in quanto i cappotti puliti non attireranno le tarme (dai un’occhiata anche all’articolo riguardante i rimedi per le tarme).

          La lavanderia è l’unica soluzione per lavare i cappotti nel migliore dei modi? 

          In realtà, seguendo le giuste dritte su come lavare e trattare i cappotti, si possono ottenere ottimi risultati anche a casa. Innanzitutto procuratevi una spazzola per i peli e spazzolate delicatamente il capo. Poi lasciate il cappotto appeso all’aperto per una giornata, eliminerete così l’odore di chiuso.

          Vediamo adesso le varie soluzioni di lavaggio:

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          Lavaggio a secco
          Se l’anno passato non siete stati diligenti con il vostro cappotto, esso potrebbe presentare qualche macchia o alone. Per rimediare consigliamo di cospargerlo di borotalco lasciandolo agire per qualche ora, per poi rimuoverlo con una spazzola per i vestiti. Se vi fossero ancora macchie, potete tentare passando un panno di cotone imbevuto in una miscela di acqua e aceto bianco (alcool per le macchie più insistenti).

          Lavaggio fai da te
          Questa soluzione è adatta per chi predilige i rimedi fai-da-te.
          È molto facile: riponete il cappotto a bagno in una grande bacinella o direttamente nella vasca, aggiungete mezzo bicchiere di sapone neutro e lasciatelo a mollo per circa un giorno / notte intera. Risciacquate il cappotto, immergendolo nuovamente nell’acqua fredda, per eliminare i residui di sapone.
          Stesso principio di cui sopra: fatelo asciugare all’aria e all’ombra! 

          Lavaggio in lavatrice: sì o no?
          L’opzione lavatrice non è sempre consigliata, soprattutto per alcuni tessuti particolarmente sensibili. La regola di base è separare il cappotto dal resto del bucato, occorre anche necessariamente possedere una lavatrice con programmi delicati ed impostare un lavaggio a bassa temperatura.

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          Infine, un ultimo suggerimento: un metodo classico, ma al contempo non conosciuto da tutti, riguarda l’inserire due palline da tennis nel cestello della lavatrice insieme alla biancheria. Strano?

          In realtà le palline, insieme alla potenza della lavatrice, hanno un’azione districante e di sfregamento sui tessuti: per questo motivo il detersivo penetra maggiormente tra le fibre, potenziando il risultato ed ottimizzando il lavaggio. 

          Adesso che avete consigli e strumenti utili su come lavare e trattare il cappotto, applicateli ed abbiate cura dei vostri amati capi!

           

          Provare per credere!