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Tarme dei vestiti: come scoprirle e come eliminarle

Tarme dei vestiti: come scoprirle e come eliminarle

Tarme dei vestiti: come scoprirle e come eliminarle

I consigli dell’esperto per scovare, eliminare e prevenire le tarme dei vestiti

 

Avete trovato dei buchi nei vostri abiti o delle farfalline nel vostro armadio? Probabilmente avete delle tarme dei vestiti nell’armadio.

Le tarme sono minuscoli insetti che, durante il loro stadio larvale, si cibano di stoffe e tessuti, provocando fori che danneggiano i nostri capi di abbigliamento. Terminato il proprio stato larvale si trasformano in piccole farfalline innocue per la nostra salute, ma pericolose per i nostri indumenti. Le femmine, infatti, depongono le proprie uova nei nostri vestiti, dai cui dopo 2/14 giorni escono minuscoli bruchi, ghiotti di cheratina, sostanza che si trova nei tessuti, nelle coperte e nei capi d’abbigliamento in lana o in seta ma che, in mancanza di questi, possono nutrirsi anche dei vestiti composti da fibre sintetiche o dei tessuti vegetali come il lino e il cotone. 

Prediligono i tessuti sporchi (ricchi di sostanze rilasciate dalla nostra pelle e dai nostri capelli) e i luoghi umidi.

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Tarme dei vestiti: come scoprirle

Adesso che sappiamo tutte queste informazioni, cosa possiamo fare?

Abbiamo intervistato Donato D’Alessandro, Tecnico Responsabile di AGF Disinfestazioni.

“Prima di tutto assicuriamoci che non ci sia un’infestazione in corso“. Come?

  1. Larve.

    Le le larve hanno dimensioni molto piccole, sono difficili da individuare ad occhio nudo, ma se ci sono, i capi nel nostro guardaroba avranno dei buchi.

  2. Farfalle.

    Terminato il proprio stato larvale si trasformano in piccole farfalline. Se noterai farfalline svolazzanti nel tuo aramdio, molto probabilmente sarai in presenza di una possibile infestazione in corso.

    Per accertarti della presenza degli insetti e per capire la gravità dell’infestazione puoi utilizzare apposite trappole adesive anti-tarme.”

    Tarme-vestiti-come-scoprirle-farfalle

    Tarme dei vestiti: come eliminarle

    Quindi, in caso di infestazione, come eliminare definitivamente le tarme?

    Ecco cosa ci consiglia il nostro esperto Donato D’alessandro, Tecnico Responsabile di AGF Disinfestazioni, per vincere la lotta contro le fastidiose tarme:

     

    • Igienizzazione e pulizia.

    Mantieni pulito e igienizzato l’interno del tuo guardaroba, la cabina armadio e i cassetti.

    • Arieggiare frequentemente.

    Arieggia frequentemente le stanze dove potrebbero formarsi più facilmente le infestazioni di tarme

    • Lavare i capi indossati.

    Lava accuratamente i capi d’abbigliamento indossati anche se solo per poco prima di riporli nell’armadio.

    • Lavare i capi nuovi.

    Lava accuratamente i capi d’abbigliamento che acquisti e che indossi prima di riporli nell’armadio.

    • Lavare cuscini e coperte.

    Lava regolarmente anche i cuscini, le trapunte, la biancheria, le tende, i tappeti e gli asciugamani che conservi negli armadi.

    Tarme-vestiti-come-eliminarle
    • Conservare in sacchi ad-hoc.

    Conserva gli indumenti che non utilizzi chiudendoli in appositi sacchetti con cerniere o nei sacchetti sottovuoto.

    • Disporre repellenti naturali.

    Utilizza repellenti specifici, come ad esempio la lavanda, per prevenire nuovi insediamenti di tarme.
    (per i rimedi naturali contro le trame vedi il blog sul tema

    • Prodotti anti-tarme certificati.

    Se acquisti prodotti, acquista solo prodotti anti-tarme certificati e registrati regolarmente. Questi prodotti chimici sono particolarmente aggressivi e possono avere controindicazioni per le persone che frequentano l’ambiente. 
    Ecco perché è importante non eccedere e adottare le giuste precauzioni.

    In ogni caso, se ti trovi davanti a una grave infestazione di tarme dei tessuti, la cosa migliore da fare è rivolgerti a un’azienda specializzata nelle disinfestazioni.”

    Tarme-vestiti-come-prevenire

    Cosa faccio con i vestiti nell’armadio?

    Per quanto riguarda i vestiti, è bene lavare a 60° tutti i tessuti che possono essere lavati a tale temperatura, e  congelare in freezer a -18°C per 48 oppure spazzolare per distruggere le uova gli altri.

    IN BREVE

     

    • Controlla se hai un’infestazione in corso nel tuo armadio

    • Igienizza periodicamente l’armadio
    • Non mettere via vestiti indossati o nuovi prima di lavarli
    • Utilizza repellenti naturali come la lavanda
    • Arieggia bene l’armadio
    • In caso di grave infestazione rivolgiti ad un esperto
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    La checklist per togliere tutti gli addobbi di natale

    La checklist per togliere tutti gli addobbi di natale

    La checklist per togliere tutti gli addobbi di natale

    La cheklist per non dimenticarsi gli addobi di natale in giro per casa.

     

    Che bella l’atmosfera Natalizia e tutta la casa addobbata!
    Si bello, finchè non devi togliere tutto!
    Ci sono tanti addobbi natalizi con cui abbiamo addobbato la nostra casa e spesso ci dimentichiamo di toglierli tutti!

    Ecco un pratico elenco per ricordarsi di togliere il natale dalla nostra casa:

    Addobbi-Natale-Presepe
    • 1 L’albero di Natale

    Difficile da dimenticare perchè spesso ingobrante e necessita di accurata puliza quotidiana alla base, dove si va ad accumulare tutta la polvere della casa, soprattutto nella parte posteriore, quella più difficile d raggiungere!

    • 2 Il Presepe

    Lo sapevi che nella tradizione cristiana andrebbe tolto il 2 febbraio, ovvero la festa della Candelora che segna la fine del tempo di Natale? Ma per praticità lo togliamo comunque assieme a tutto il resto.

    • 3 Alberelli

    Cerchiamo tutti gli alberelli di varie dimensioni, con lucine o meno, di vari materiali che abbiamo sparso per le varie stanze della casa.

    addobbi-Natale-candele
    • 4 Candele e oggetti vari

    Legati alla magia del natale, li abbiamo strategicamente posizionati sulle mensole ti tutta casa. Al via la caccia al tesoro!

    • 5 Utensili da cucina:

    Chi non ha la classica tovaglia di Natale?? spesso è accompagnata da canovacci, presine, tovaglioli, piatti, bicchieri e chi più ne ha più ne metta, decorati a tema.

    • 6 Libri

    Chi ha figli, di sicuro avrà libri e libricini che raccontantano le magiche avventure del Natale

    Addobbi-Natale-Maglioni
    •  7 Calze della befana

    Non buttarle, tienile per il prossimo anno ma assicurati che siano vuote prima di metterle via 😉

    • 8 Peluche e simili

    Arrivederci pupazzo di neve, babbo natale, renne ed elfi…

    • 9 Maglioni e vestiti

    Arrivederci anche a tutti quei capi natalizi, maglioni e vestiti, e se non li usiamo più fino al prosimo, possiamo mettere via anche i vestiti di capodanno

    Addobbi-Natale

    Come metteo via tutto?

    Se per tutto il resto vi consigliamo di riporre tutto con cura in confezioni che riparino da polvere e possibilemnte metterli in un posto non troppo umido, per i vestiti, che sono più delicati, vi possiamo aiutare noi: Cloudrobe ritira a domicilio tutti i capi che utilizzi stagionalmente od occasionalmente e li conserva con cura fino a quando ti servono, consegnandoteli a domicilio.

    www.cloudrobe.it

    IN BREVE

     

    • Ricordati di togliere tutti gli addobbi legati al Natale:

    • Albero, Alberelli e Presepe
    • Candele e oggetti vari della cucina
    • Libri
    • Peluche e Cakze della Befana
    • Maglioni e Vestiti
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    Come donare vestiti second-hand

    Come donare vestiti second-hand

    Come donare vestiti second-hand

    A chi donare i nostri vestiti second-hand in Italia: Associazioni benefiche che ritirano indumenti ed accessori come scarpe e borse.

    Lo sapevi che per fare una maglietta ci vogliono circa 2.700 litri di acqua? e che 2700 litri di acqua corrispondono a alla quantità che una persona potrebbe bere i n 3 anni? 

    Adesso che lo sai, pensaci bene prima di buttare i tuoi abiti usati! Donare i vestiti usati non significa solo dare loro una seconda vita ma anche limitare l’impatto ambientale generato dalla produzione di capi nuovi.

    Prima di buttare un capo quidni guarda se può dargli una seconda vita, per esempio donandolo alle associazioni benefiche.

    In Italia esistono moltissime organizzazioni specializzate per la raccolta di indumenti destinati alla beneficenza che operano sia a livello nazionale che internazionale. Alcune associazioni, oltre ai vestiti ancora indossabili, ritirano anche tessuti rotti e usurati per riciclarli e trasformarli in nuovi prodotti. 

    Eccone alcune:

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    1. HUMANA People to People

      Organizzazione umanitaria, laica e politicamente indipendente presente in 45 Paesi che si impegna a sostenere progetti di sviluppo nel Sud del mondo negli ambiti di istruzione e formazione, aiuto all’infanzia, tutela della salute e agricoltura e sicurezza alimentare.

      Le iniziative di Humana People to People sono rese possibili soprattutto grazie alla raccolta di abiti usati. In Italia avviene attraverso contenitori, presenti in 1.200 Comuni. Qui è possibile donare abiti, scarpe, borse e zaini, accessori di abbigliamento, biancheria e tessuti per la casa. 

      Circa il 65% dei vestiti raccolti è destinato al riutilizzo; circa il 25% dei capi donati tuttavia non è riutilizzabile e viene riciclato e trasformato in nuova fibra; circa il 10 % è destinata al recupero energetico.

      Per maggiori informazioni visita il sito di Humana

    2. Croce Rossa Italiana per donare vestiti e coperte

      E’ un’organizzazione di volontariato che si prefigge lo scopo di fornire assistenza sanitaria. 

      La CRI raccoglie scarpe, vestiti, sacchi a pelo, coperte, piumoni, giacche a vento e tutti quei generi di conforto che possono aiutare le persone senza fissa dimora ed i più poveri ad affrontare i periodi più freddi dell’anno. I volontari della Croce Rossa si occupano poi di distribuirli direttamente alle persone che hanno necessità.

      Per maggiori informazioni visita il sito di Croce Rossa Italiana

    3. Comunità di Sant’Edigio per vestiti e oggetti

      E’ una Comunità cristiana che si impegna a favore degli emarginati e di chiunque si trovi in difficoltà. Nata in un liceo del centro di Roma nel 1968, oggi è attiva in più di 70 Paesi del mondo. In Italia, ha la sua sede principale a Roma ma è presente nella maggior parte delle città italiane.

      Tra i vari progetti c’è quello delle città ecosolidali, ovvero centri di raccolta dove oggetti di ogni tipo – dal vestiario, alle coperte, ma anche mobili, dischi, ecc. – trovano un nuovo valore.

      Tutto ciò che i volontari ricevono viene stoccato e poi consegnato ai poveri. Ciò che può essere acquistato come modernariato e vintage viene venduto e il ricavato utilizzato per il sostegno ad attività o iniziative di cooperazione nel Sud del mondo.

      Per maggiori informazioni visita il sito di Comunità di Sant’Egidio

    4. Caritas raccoglie vestiti in buone e cattive condizioni

      E’ un’associazione religiosa presente in tutta Italia attraverso le parrocchie.

      Caritas raccoglie abiti usati attraverso centri di raccolta e distribuzione, dove vengono  smistati, ordinati e successivamente consegnati alle persone bisognose che si rivolgono alla Caritas Parrocchiale; oppure attraverso i cassonetti gialli, da cui vengono periodicamente raccolti da cooperative sociali, che impiegano solitamente persone svantaggiate che li selezionano e smistano, per cui i tessuti più logori e non riutilizzabili vengono acquistati da aziende che li trasformano in filati con i quali vengono poi realizzati nuovi vestiti, mentre i vestiti in buono stato vengono mandati ad aziende specializzate che si occupano dell’igienizzazione, della selezione e dell’invio ai mercati del terzo mondo per essere rivenduti.

      Le Caritas parrocchiali non raccolgono soltanto indumenti, ma anche giocattoli, zaini, borse, articoli per la casa e generi alimentari. 

      Per maggiori informazioni visita il sito Caritas

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    L’importanza del Re-loved

    Il futuro si chiama economia circolare e rappresenta una delle soluzioni al problema dell’inquinamento globale.
    La moda può supportarla
    attraverso l’utilizzo di materiali non inquinanti, producendo capi di qualità che ne allungano la durata, supportando così anche il tema del riuso e del riciclo.
    Il singolo cittadino può sostenerla donando o vendendo i capi che non utilizza e conservando correttamente quelli che utilizza mantenedoli in buone condizioni.

    Sul tema del riciclo leggi anche: Vendere vestiti e accessori on-line

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    IN BREVE

     

    • Non buttare i vestiti che non metti

    • Ci sono tante associazioni benefiche in tutta Italia che li ritirano
    • Tra queste ti segnaliamo: Humana; CRI; Comunità di Sant’Egidio; Caritas
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    L’armadio che sostiene l’ambiente

    L’armadio che sostiene l’ambiente

    L’armadio che sostiene l’ambiente

    Breve guida per essere green anche nell’armadio.
    Da tenere presente anche per il cambio stagione!

    I love shopping! Certo, come tutti, ma amo anche l’ambiente.
    Per troppo tempo abbiamo ignorato che la produzione dei nostri amati vestiti non è proprio green.

    In tutte le fasi della produzione tessile, gli ecosistemi acquatici, terrestri e atmosferici subiscono danni ambientali duraturi: dal rilascio di gas serra nell’aria alla somma tra il trasporto globale e l’utilizzo di macchinari pesanti, che genera emissioni di biossido di carbonio, fino al rilascio di gas pericolosi, vari pesticidi e coloranti rilasciati nell’ambiente acquatico oltre all’enorme quantità di acqua utilizzata.

    In questi anni sono state sviluppate diverse soluzioni,  dall’innovazione tessile alle fibre, dai valori etici alla tracciabilità della filiera. Ne sono un esempio l’utilizzo di cotone biologico, la rivalorizzazione di fibre ‘povere’ della tradizione italiana come la lana rustica e il recupero di materie che altrimenti finirebbero inutilizzate nelle discariche.

    Dalla filiera delle materie prime passiamo all’innovazione di processo, orientata verso soluzioni in grado di ridurre emissioni e limitare i consumi energetici e idrici.  Anche in questo caso numerose soluzioni sono utilizzate da varie aziende come Canepa che, insieme al Cnr di Biella, ha sviluppato il progetto Save the Water che permette di ridurre fino a 12 volte il consumo di acqua, con tagli fino al 90% dell’utilizzo di elementi inquinanti.

    La moda ‘green’ guarda anche all’innovazione di prodotto attraverso la realizzazione, ad esempio, di tessuti con scarti provenienti da altre filiere. Come Orange Fiber, start-up trasversale ai settori della moda e della cosmetica che produce tessuti multivitaminici dagli scarti degli agrumi siciliani.

    Bello! Ma quindi io, nel mio piccolo, cosa posso fare?

    Ecco qualche consiglio per un guardaroba più etico 

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    1. Riparare.

      La tua giacca preferita ha la fodera rovinata? Prima di buttarla, prova a chiedere ad una sartoria se è possibile ripararla o sostituire la parte rovinata… sembrerà nuova!

    2. Comprare meno e meglio.

      Ogni volta che compri qualcosa chiediti: ho veramente bisogno di 10 maglie nere molto simili? Magari posso comprarne una sola di qualità e le altre quando mi servono. Certo, togliersi lo sfizio ci sta, ma senza esagerare.

    3. Brand sostenibili.

      Prima di acquistare, cerchiamo di conoscere meglio il brand che stiamo acquistando, come si comporta nei confronti dell’ambiente e di chi lavora nella sua filiera.

    4. Nuova vita ai vestiti.


      Con piccoli particolari, ad esempio semplicemente cambiando dei bottoni, posso dare nuova vita ai miei vecchi capi, o a quelli ereditati dai nonni.

    5. Scambiare, regalare, donare, vendere.

      Se non vogliamo o non possiamo più utilizzare un vestito perchè per esempio non ci piace più o abbiamo cambiato taglia, non buttiamolo! Se il capo è in buone condizioni, possiamo scegliere tra tantissime alternative: venderlo (ci sono diverse alternative valide per vendere e acquistare capi di seconda mano online e offline), donarli ad associazioni di beneficenza che faranno arrivare i vostri abiti a chi ne ha bisogno (solo per fare un esempio: Humana ), regalarli ad amiche che sapete apprezzano il vostro stile, o fare degli scambi partecipando ai cosiddetti swap party.

    6. Rental.

      Perchè per eventi particolari, anziché acquistare un abito che già sappiamo che non metteremo mai più, non prendere in considerazione i servizi che affittano abiti? Provate a dare un occhio a Dress You Can  

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    Insomma, sembra poco, ma in realtà tutti noi possiamo fare molto. Noi di Cloudrobe possiamo aiutarti a conservare gli abiti che utilizzi stagionalmente od occasionalmente, e presto daremo la possibilità di vendere e acquistare o donare direttamente dal nostro sito.

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    IN BREVE

    • Le fasi della produzione tessili stanno diventando green 
    • Cosa posso fare per sostenere una filiera green
    • Riparare, comprare meno e meglio, conoscere i brand che acquisto, vendere, donare, regalare, affittare e NON BUTTARE!
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    Come disinfettare i vestiti in lavatrice

    Come disinfettare i vestiti in lavatrice

    Come disinfettare i vestiti in lavatrice

    Guida ai prodotti naturali per disinfettare il bucato in lavatrice.

    Come dicevamo nella scorsa punatata (Scuola e vestiti: come igienizzarli) , lavare i vestiti in lavatrice non li igienizza, neppure se utilizziamo alte temperature.Per combattere i batteri, dobbiamo aggiungere prodotti antibatterici, che possono essere la candeggina o antibatteri chimici , oppure prodotti naturali al 100%.

    Visto che sto cercando di essere sempre più green ecco i metodoti naturali che ho trovato per disinfettare i capi assieme al detersivo per il lavaggio in lavatrice oppure a mano:

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    • Oli essenziali e tree tea antimicrobici

      Gli oli essenziali hanno azione antifungina e antimicrobica oltre che antibatterica. Tra i più utilizzati per il bucato ci sono l’olio di lavanda officinale, quello di melaleuca (tea tree oil), salvia e timo. È sufficiente versarne 4-5 gocce direttamente nel  detersivo (meglio se inodore) oppure aggiungerne
      un cucchiaio a una bottiglia da un litro di alcol bianco per liquore, lasciare a riposare il tutto per una settimana in una bottiglia scura e aggiungere al detersivo abituale 1-2 cucchiai ogni 5 chili di bucato.

      Se lavi a mano, immergi il bucato in una vaschetta con acqua e qualche goccia di olio essenziale. Lascia in ammollo qualche minuto, poi lava normalmente.

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    • Aceto e limone contro i batteri

      Oltre ad essere un ottimo disinfettanete, l’aceto bianco riesce anche a rimuovere le macchie più ostinate. Basta mettere i capi in ammollo in una bacinella contenente acqua calda e mezza tazza di aceto bianco, lasciarli a riposo una notte elavarli come di consueto. oppure  aggiungere mezza tazza insieme al detersivo. Otre ad avere colori più intensi e brillanti, è utile anche per rimuovere oodri forti quali sigarette e fritto.

      Altro ingrediente antibatterico è il succo di limone, da aggiungersi al normale detersivo. Ne basterà qualche goccia, sia per la lavatrice sia per il lavaggio a mano, nell’acqua calda. Tale soluzione può essere usata anche per lana e delicati come la seta, rendendo i tessuti morbidi e luminosi.

      Alternativa al succo di limone è l’estratto di semi di pompelmo: bastano 5-10 gocce in 4 litri di acqua, lasciando il bucato in ammollo per 15-30 minuti e dopo averlo  risciacquato in acqua calda, metterlo in lavatrice come di consueto.

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    • Bicarbonato di sodio per annientare batteri e germi

      Il bicarbonato di sodio è molto economico ed è anche un ottimo germicida, antibatterico, oltre che igienizzante e anti-odorante. Uno o due cucchiai di bicarbonato possono essere aggiunti nell’acqua dell’ammollo del bucato o direttamente nel cestello della lavatrice.
      N.B. Non mescolatelo con l’aceto poiché si inattiverebbero a vicenda.

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    IN BREVE

      • Lavare i vestiti in lavatrice non vuol dire igienizzarli
      • Per disinfettare i vestiti bosogna aggiungere antibatterici al detersivo
      • Tra gli antibatterici naturali troviamo oli essenziali e tree tea, aceto bianco, limone e bicarbonato di sodio
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      Scuola e vestiti: come igienizzarli

      Scuola e vestiti: come igienizzarli

      Scuola e vestiti: come igienizzarli

      Cosa fare al rientro a casa con i vestiti indossati a scuola: igienizzarli e sanificarli.

       

      Eccoci alla ripartenza delle scuole, e quest’anno più che mai, aggiungerei un bel ‘finalmente’! Tra banchi che diventano astronavi, bambini e ragazzi che potranno fare i ventriloqui e i genitori che fanno la staffetta per accompagnarli, comunque la scuola è ripartita.

      Se già gli altri anni avevo a cuore la questione di germi e batteri annidati nei vestiti, per cui lavavo sempre i vestiti indossati al rientro dal nido e dalla materna, quest’anno sono ancora più suscettibile all’argomento. 

      Quindi cosa dobbiamo fare con i vestiti al rientro dalla scuola?

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      • Spazzola: appendi gli abiti e spazzola lentamente il tessuto con movimenti verticali sempre dall’alto verso il basso, assecondando il verso della trama, permette di eliminare germi e batteri e permette alle fibre di distendersi e di respirare, riducendo anche le tracce di smog.
      • Vapore: appendi i vestiti e vaporizza con un getto di vapore continuo a 100°, utilizzando un ferro da stiro o una vaporella. Il vapore elimina anche le pieghe dagli abiti, quindi può essere un valido strumento anche per stirare il guardaroba. Leggi anche Come igienizzare e sterilizzare i vestiti’
        Nel vaporizzatore si può anche aggiungere l’aceto (tre bicchierini di acqua e uno di aceto di vino bianco o di mele, ma anche di vodka).
      • Asciugatrice: riponi gli abiti asciutti nel cestello e seleziona un ciclo di mezz’ora ad alta temperatura.
      • Ozono: Qualora si abbia a disposizione un sanificatore ad ozono, bisogna utilizzare una stanza chiusa dove si mettono i vestiti da sanificare per almeno 15 minuti.

       

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      Se invece i vestiti sono da lavare, comunque ricordati che il solo ciclo, indipendemente dalla temperatura, non igienizza i vestiti, anzi diffonde eventuali germi presenti su un capo anche sugli altri, rimanendo anche nella lavatrice.

      Quindi, per igienizzare i capi puoi durante o dopo i lavaggio puoi:

      • Stendere il bucato all’aperto, sotto i raggi del sole. Il rimedio della nonna sfrutta infatti le proprietà disinfettanti della luce ultravioletta del sole. In caso per igenizzare la lavatrice puoi fare un ciclo a vuoto con candeggina o con un altro tipo di disinfettante. (aceto,acqua ossigenata)
      • Aggiungere un igienizzate al detersivo, anche naturale come l’aceto o il bicarbonato di sodio
      • Utilizzare un lavatrice dotata di vapore. Non distruggerà il 100% dei batteri, ma è sempre meglio che non fare niente. E poi il vapore offre tanti vantaggi, come la distensione delle fibre per facilitare la stiratura.
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      La sterilizzazione, invece,  ossia l’uccisione o inattivazione totale di tutte le forme viventi, compresi virus, spore e nematodi, è possibile si pratica con macchinari adeguati, come i dispositivi a luci ultraviolette.
      Basterà avvicinarli agli abiti da sterilizare. Durante l’uso, attento a non puntare la lampada su persone o animali, poiché i raggi ultravioletti sono dannosi per gli occhi e la pelle.

      Anche le scarpe e gli accessori possono essere sterilizzati con lampade ultraviolette oppure igienizzati con alcool denaturato o spray antibatterici.

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      IN BREVE

        • Come igienizzare i vestiti al reintro dalla scula
        • Se non si devono lavare, si possono usare il vapore, l’ozono, la spazzola o l’asciugatrice
        • Se si devono lavare si può utilizzare una lavatrice col vapore,  aggiungere un igienizzante al detersivo, oppure stenderli al sole
        • Per la sterilizzazione, invece, ci vogliono macchinari adeguati, come i dispositivi a luci ultraviolette.
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