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Vendere vestiti e accessori online

Vendere vestiti e accessori online

Vendere vestiti e accessori online

Bello vendere online! Si ma che fatica!

 

Oggi voglio andare un pò contro corrente… si perchè sembra molto facile vendere online tutti i capi che non metti più o che non hai mai messo, ma non è proprio così.

Vendere online richiede un processo e una competenza che talvolta diventa un vero è proprio lavoro:

Fai uno BELLA foto (rifalla, fanne un'altra, l'ultimissima), prendi le misure a mano e tutti i dati dell'etichetta (è un 3 o un 9??), apri gli account sulle piattaforme di vendita (qual'era la password?), gestisci la comunicazione con i potenziali clienti (aka rispondi a mille domande) e infine, se riesci a vendere (Siiiiiiii!!), organizza la spedizione (Noooooo!).

Non tutti hanno tempo di stare dietro a tutti questi processi.

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Per questo Da oggi puoi vendere online con Cloudrobe

Devi solo decidere quello che vuoi vendere, a tutto il resto pensa Cloudrobe!

Cloudrobe ritira a domicilio, fa foto professionali, ha un account da venditore professionista sui principali siti e-commerce di second-hand, ha un proprio ecommerce second-hand, gestisce la comunicazione con i potenziali clienti, conserva con cura i capi fino alla vendita, li igienizza con trattamento all'ozono e si occupa delle pratiche per la spedizione.
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I principali siti e-commerce che utilizziamo:

  1. Depop: è un’app per vendere vestiti usati, diffusa in Europa. Si tratta di un vero e proprio social dove è necessario creare un proprio profilo che verrà usato per pubblicare sul sito vestiti o accessori usati per la vendita. Per vendere i propri capi, è necessario pubblicare un annuncio che dovrà essere corredato di foto, descrizione del prodotto e hashtag appropriati. È considerato non a caso uno dei negozi di seconda mano online più affidabili.
  2. Vestiaire Collective: E’ il sito perfetto per vendere brand di lusso. Conta 6 milioni di clienti fashion addicted provenienti da 50 Paesi diversi. Per vendere i propri capi è necessario compilare tutti i campi richiesti in modo accurato e fare foto richieste in base al tipo di articolo. E’ considerato il top per la vendita di capi di lusso.
  3. La soffitta di Gi: E’ il sito dedicato alla vendita di abbigliamento dei più piccoli (0-14). E’ basato a Milano. Per vendere i propri capi è necessario compilare tutti i campi richiesti in modo accurato e corredare l’annuncio con una o più di foto.
  4. Vestèe: E’ il nuovo servizio di compravendita second-hand powered by Cloudrobe. L’utente si deve solo registrare, a tutto il resto pensa Cloudrobe.

 

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Come faccio ad usare il servizio?

1. Con l'abbonamento all'Armadio Cloud di Cloudrobe, puoi conservare il tuo cambio di stagione e i tuoi vestiti e accessori che utilizzi occasionalmente e ti occupano spazio nell'armadio o altrove e decidere di mettere in  vendita quei capi e/o accessori che non usi più o che non hai mai usato.

 2. Con l'abbonamento a Vestèe, il nuovo servizio powered by Cloudrobe, puoi mettere in vendita tutti quei vestiti e/o accessori che non utilizzi. Vengono ritirarati a domicilio e conservati fino alla vendita.

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L'importanza del Re-loved

Il futuro si chiama economia circolare e con Cloudrobe puoi farne parte anche tu!

L’economia circolare rappresenta una delle soluzioni al problema dell’inquinamento globale, e la moda può supportarla attraverso l'utilizzo di materiali non inquinanti, producendo capi di qualità che ne allungano la durata, supportando così anche il tema del riuso e del riciclo.

Cloudrobe supporta l'economia circolare conservando i capi stagionali nella maniera corretta, e incoraggiando la vendita di quei capi che, per mille motivi, non si utilizzano più ma sono ancora in perfette condizioni o non sono mai stati utilizzati.

IN BREVE

    ClouPer
  • Vendere online è bello ma faticoso: un vero lavoro

  • Cloudrobe lo fa per te
  • Vende sulla propria piattaforma e sui principali siti e-commerce di sencond-hand
  • Per usufruire del servizio, puoi abbonarti a Cloudrobe o direttamente a Vestèè
  • Cloudrobe supporta l'econoconomia circolare nella moda
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Decluttering e armadio: cosa eliminare senza pensieri

Decluttering e armadio: cosa eliminare senza pensieri

Decluttering e armadio: cosa eliminare senza pensieri

Iniziamo da 4 categorie di cose da eliminare senza pensieri per avere un armadio in ordine.

 

Decidere cosa eliminare e cosa tenere del proprio guardaroba è un processo lungo e delicato, che richiede tempo ed energie per cui bisogna affrontarlo nel momento giusto.

Non è però necessario aspettare questo momento per eliminare una parte dei capi e degli accessori che compongono il nostro guardaroba.

Ci sono delle cose che possiamo eliminare senza troppi pensieri, in modo semplice e veloce. Ecco di seguito la lista delle 4 cose che possiamo eliminare senza pensieri per avere un armadio in ordine, liberandoci del superfluo.

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1. Maglioni

Facciamo un check dei maglioni ed eliminiamo subito, senza alcun rimpianto, i maglioni rovinati: infeltriti, rimpiccioliti, bucati, o rovinati in maniera irreparabile.

2. Jeans

Dobbiamo accettare che il nostro corpo cambia e che jeans che vestivano perfettamente ai tempi della scuola, oggi non vanno più così bene. Eliminiamo tutti quei jeans troppo stretti, strappati, lisi o quelli che, al di la della moda, non ci piace più indossare.

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3. Scarpe

Scarpe troppo strette o troppo larghe devono essere vendute, donate o regalate. Dal momento che i piedi non rimpiccioliranno mai è inutile tergiversare e continuare ad occupare spazio con cose senza alcuna utilità.
La stessa cosa dicasi per le scarpe che non si sono mai utilizzate perché non si sopportano, ad esempio con un tacco particolare.

4. Gonne

Soprattutto quelle corte, se non siamo più a nostro agio ad indossarle, non teniamole inutilmente nell'armadio.

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    Se tra queste cose ci sono dei capi che per noi hanno un significato particolare, un ricordo di cui non ci vogliamo liberare, possiamo fare la nostra "scatola dei ricordi' a cui dedicheremo un angolino alto del nostro armadio o chiederemo a Cloudrobe di conservarci con cura.

    Per altri consigli sulla gestione dell'armadio leggi anche

    - Cambio stagione senza stress

    - Come affrontare il cambio di stagione dell'armadio

    - Rientro dalle ferie: un ottimo momento per fare decluttering

    IN BREVE

      • 4 categorie di cose da eliminare senza pensieri

      • Maglioni rovinati

      • Jeans che non vanno più bene

      • Scarpe strette o larghe
      • Gonne corte
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      Calza della Befana fai da te

      Calza della Befana fai da te

      Calza della Befana fai da te

      Idee facili per realizzare le tue calze della befana

      Realizzare la calza della befana riciclando ciò che si ha in casa è un bel passatempo e un gesto carino sia per l’ambiente che per chi lo riceve, che apprezzerà, al di là del risultato, il tempo dedicato per realizzare la sua calza personalizzata.

      Ok, allora subito al lavoro!

      La prima cosa da fare è scegliere le dimensioni della calza. Disegniamo su un cartoncino la sagoma della calza, stando bene attenti alle misure (lunghezza e altezza devono essere sufficienti a contenere quello che deciderai di metterci dentro).

      La seconda cosa, è decidere di che materiale fare la nostra calza, guardando ciò che abbiamo a disposizione.

      calza-befana-lana

      Calza della Befana con Lana, Jeans o Plaid

      Se li abbiamo a disposizione, possiamo usare dei vecchi maglioni di lana che siamo sicuri che non metteremo più. Quindi:

      • Prendiamo la sagoma realizzata in precedenza e disegnamola sul maglione, sfruttando almeno una delle cuciture laterali e facendola corrispondere al lato lungo posteriore.
      • Tagliamo la maglia lungo i tre lati rimanenti, avendo cura di non provocare eccessivi sfilacciamenti;
      • Rigiriamo il tessuto in modo da portare il lato interno all’esterno;
      • Utilizziamo un ago da lana e un filo di lana per tenere unite le due parti della calza lungo tutto il margine, lasciando aperta solo la parte superiore;
      • Rigiriamo nuovamente la calza riportando in vista il lato esterno.


      In alternativa al maglione possiamo usare anche un vecchio paio di jeans o un vecchio plaid.

      calza-befana-patchwork

      Calza della Befana Patchwork 

      Una valida alternativa al maglione è l’utilizzo di vari scarti di tessuto, da unire insieme in un simpatico patchwork

      • Prendiamo la sagoma realizzata in precedenza;
      • procediamo selezionando vari quadrati di tessuto che dovranno essere cuciti insieme usando il punto che si preferisce.

      Calza della Befana con Juta e Pannolenci

      • Prendiamo la sagoma realizzata in precedenza e disegnamola sulla stoffa;
      • Ritagliamo a misura;
      • Cuciamola tutta intorno per chiuderla, lasciando aperto il lato superiore.
      calza-befana-iuta

      Calza della Befana di Carta Riciclata


      Se non avete ancora buttato la carta dei regali di natale, non fatelo! E’ perfetta per creare una calza della Befana colorata e originale.

      • Prendiamo la sagoma realizzata in precedenza e creiamone una seconda per usarle come base di appoggio;
      • Incolliamo sopra le due basi vari pezzi di carta da regalo in modo da decorarle al meglio;
      • Una volta ultimate le decorazioni, procediamo incollando lungo i bordi le due sagome (se possibile con la colla a caldo), lasciando aperto solo il lato superiore.
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      Qualsiasi materiale decideremo di utilizzare, ricordiamoci che è possibile applicare un nastro o laccio in prossimità del bordo superiore, in modo da poter appendere facilmente la calza dove si preferisce.

      Inoltre, per rendere la calza ancora originale, si possono applicare diverse decorazioni composte, ad esempio, dai nastri colorati alle perline a dai bottoni di varie forme e dimensioni.

      Buon divertimento e buone feste.

      IN BREVE

        • Idee facili per realizzare la calza della befana
        • Scegli dimensioni e materiali
        • Con lana, jenas o plaid
        • Iuta o pannolenci
        • carta reciclata
        • Patchwork
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        Come disinfettare i vestiti in lavatrice

        Come disinfettare i vestiti in lavatrice

        Come disinfettare i vestiti in lavatrice

        Guida ai prodotti naturali per disinfettare il bucato in lavatrice.

        Come dicevamo nella scorsa punatata (Scuola e vestiti: come igienizzarli) , lavare i vestiti in lavatrice non li igienizza, neppure se utilizziamo alte temperature.Per combattere i batteri, dobbiamo aggiungere prodotti antibatterici, che possono essere la candeggina o antibatteri chimici , oppure prodotti naturali al 100%.

        Visto che sto cercando di essere sempre più green ecco i metodoti naturali che ho trovato per disinfettare i capi assieme al detersivo per il lavaggio in lavatrice oppure a mano:

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        • Oli essenziali e tree tea antimicrobici

          Gli oli essenziali hanno azione antifungina e antimicrobica oltre che antibatterica. Tra i più utilizzati per il bucato ci sono l’olio di lavanda officinale, quello di melaleuca (tea tree oil), salvia e timo. È sufficiente versarne 4-5 gocce direttamente nel  detersivo (meglio se inodore) oppure aggiungerne
          un cucchiaio a una bottiglia da un litro di alcol bianco per liquore, lasciare a riposare il tutto per una settimana in una bottiglia scura e aggiungere al detersivo abituale 1-2 cucchiai ogni 5 chili di bucato.

          Se lavi a mano, immergi il bucato in una vaschetta con acqua e qualche goccia di olio essenziale. Lascia in ammollo qualche minuto, poi lava normalmente.

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        • Aceto e limone contro i batteri

          Oltre ad essere un ottimo disinfettanete, l’aceto bianco riesce anche a rimuovere le macchie più ostinate. Basta mettere i capi in ammollo in una bacinella contenente acqua calda e mezza tazza di aceto bianco, lasciarli a riposo una notte elavarli come di consueto. oppure  aggiungere mezza tazza insieme al detersivo. Otre ad avere colori più intensi e brillanti, è utile anche per rimuovere oodri forti quali sigarette e fritto.

          Altro ingrediente antibatterico è il succo di limone, da aggiungersi al normale detersivo. Ne basterà qualche goccia, sia per la lavatrice sia per il lavaggio a mano, nell’acqua calda. Tale soluzione può essere usata anche per lana e delicati come la seta, rendendo i tessuti morbidi e luminosi.

          Alternativa al succo di limone è l’estratto di semi di pompelmo: bastano 5-10 gocce in 4 litri di acqua, lasciando il bucato in ammollo per 15-30 minuti e dopo averlo  risciacquato in acqua calda, metterlo in lavatrice come di consueto.

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        • Bicarbonato di sodio per annientare batteri e germi

          Il bicarbonato di sodio è molto economico ed è anche un ottimo germicida, antibatterico, oltre che igienizzante e anti-odorante. Uno o due cucchiai di bicarbonato possono essere aggiunti nell’acqua dell’ammollo del bucato o direttamente nel cestello della lavatrice.
          N.B. Non mescolatelo con l'aceto poiché si inattiverebbero a vicenda.

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        IN BREVE

          • Lavare i vestiti in lavatrice non vuol dire igienizzarli
          • Per disinfettare i vestiti bosogna aggiungere antibatterici al detersivo
          • Tra gli antibatterici naturali troviamo oli essenziali e tree tea, aceto bianco, limone e bicarbonato di sodio
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          Come lavare i cappotti

          Come lavare i cappotti

          Come lavare i cappotti

          Trattare al meglio il proprio cappotto

          Che meraviglia l'inverno, i maglioni caldi, i cappotti pesanti… però che fatica prendersene cura come si deve! Quanti di voi hanno paura di rovinare il tessuto o peggio, che sia la lavanderia a rovinarlo? Vediamo alcuni trucchi per capire come lavare e trattare il proprio cappotto.

          I giacconi ed i cappotti sono infatti capi molto delicati, spesso anche costosi, e composti dai materiali più disparati come pelliccia, lana, pelle… è quindi importante prestare attenzione al trattamento affinché si possano indossare il più a lungo possibile!

          Alcuni consigli di trattamento:

          • utilizzate appendini grandi e robusti (non quelli in alluminio forniti dalla lavanderia), per evitare che le spalle si deformino con il peso;
          • ricordate di svuotare le tasche, interne ed esterne, per limitare il logoramento dei tessuti; 
          • in caso di pioggia fate asciugare i cappotti all’aria aperta (in ombra) e non sui termosifoni, altrimenti i tessuti diventeranno ispidi e secchi prima di quanto vorreste.

          Con l’arrivo della primavera procedete al lavaggio prima di riporli nell'armadio, in quanto i cappotti puliti non attireranno le tarme (dai un'occhiata anche all'articolo riguardante i rimedi per le tarme).

          La lavanderia è l’unica soluzione per lavare i cappotti nel migliore dei modi? 

          In realtà, seguendo le giuste dritte su come lavare e trattare i cappotti, si possono ottenere ottimi risultati anche a casa. Innanzitutto procuratevi una spazzola per i peli e spazzolate delicatamente il capo. Poi lasciate il cappotto appeso all'aperto per una giornata, eliminerete così l’odore di chiuso.

          Vediamo adesso le varie soluzioni di lavaggio:

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          Lavaggio a secco
          Se l'anno passato non siete stati diligenti con il vostro cappotto, esso potrebbe presentare qualche macchia o alone. Per rimediare consigliamo di cospargerlo di borotalco lasciandolo agire per qualche ora, per poi rimuoverlo con una spazzola per i vestiti. Se vi fossero ancora macchie, potete tentare passando un panno di cotone imbevuto in una miscela di acqua e aceto bianco (alcool per le macchie più insistenti).

          Lavaggio fai da te
          Questa soluzione è adatta per chi predilige i rimedi fai-da-te.
          È molto facile: riponete il cappotto a bagno in una grande bacinella o direttamente nella vasca, aggiungete mezzo bicchiere di sapone neutro e lasciatelo a mollo per circa un giorno / notte intera. Risciacquate il cappotto, immergendolo nuovamente nell’acqua fredda, per eliminare i residui di sapone.
          Stesso principio di cui sopra: fatelo asciugare all'aria e all'ombra! 

          Lavaggio in lavatrice: sì o no?
          L’opzione lavatrice non è sempre consigliata, soprattutto per alcuni tessuti particolarmente sensibili. La regola di base è separare il cappotto dal resto del bucato, occorre anche necessariamente possedere una lavatrice con programmi delicati ed impostare un lavaggio a bassa temperatura.

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          Infine, un ultimo suggerimento: un metodo classico, ma al contempo non conosciuto da tutti, riguarda l’inserire due palline da tennis nel cestello della lavatrice insieme alla biancheria. Strano?

          In realtà le palline, insieme alla potenza della lavatrice, hanno un'azione districante e di sfregamento sui tessuti: per questo motivo il detersivo penetra maggiormente tra le fibre, potenziando il risultato ed ottimizzando il lavaggio. 

          Adesso che avete consigli e strumenti utili su come lavare e trattare il cappotto, applicateli ed abbiate cura dei vostri amati capi!

           

          Provare per credere!

          Come lavare la propria lavatrice

          Come lavare la propria lavatrice

          Come lavare la propria lavatrice

          Guida alla cura perfetta della lavatrice

          Sono certa che chiunque abbia già avuto occasione di provare la fantastica esperienza di abitare da solo e soprattutto di sperimentare la convivenza in case o stanze occupate da più inquilini, sia incappato nel mio medesimo disagio: la lavatrice. E capire come lavare la lavatrice. 

          Premessa
          Saper fare la lavatrice in modo che i vestiti escano degli stessi colori e dimensioni con cui sono stati introdotti è una vittoria non da poco.
          Sono certa che chiunque abbia vissuto in appartamenti con un alto turnover di affittuari, si sia dovuto scontrare con elettrodomestici probabilmente vecchi o usurati.

          Il problema è che pochissime persone, indipendentemente dal tempo di permanenza all’interno dell'alloggio, avranno sprecato poco più di 5 minuti della propria vita per pulirli e soprattutto per capire come lavare la lavatrice. 

          Conseguenza? Oblò maleodorante, bucato che non sa di pulito, vestiti contenenti macchie e  muffe e cattivi odori in generale. 

          Una lavatrice pulita è sinonimo di:

          • bucato perfettamente pulito ed igienizzato;
          • consumi ottimizzati e meno sprechi;
          • ciclo di vita prolungato della macchina stessa. 

          Ma cosa intasa di più questo elettrodomestico ormai così indispensabile nelle case di ognuno? 
          I nemici principali della lavatrice sono incrostazioni di calcare, muffe, batteri, accumuli di detersivo, ammorbidente, residui vari di sporcizia. 

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          Come prendersi cura, quindi, della propria lavatrice?

          Prima di pulire assicuratevi che l’apparecchio sia spento e scollegato dalla presa elettrica.
          Successivamente, iniziate ad eseguire una pulizia accurata e profonda di tutte le parti estraibili: tra queste vi sono la guarnizione (la gomma che circonda l’oblò), il filtro, i cassettini per il detersivo e l’ammorbidente. 

          L'accumulo di muffe e funghi sulle componenti della lavatrice è una delle cause principali degli odori sgradevoli e della poca pulizia:

          • preparate una miscela fai-da-te composta da un bicchiere di acqua tiepida ed un cucchiaio di candeggina;
          • imbevete la spugna e strizzate l'eccesso di acqua prima di iniziare a strofinare;
          • siate certi di passare la soluzione in tutte le fessure della lavatrice;
          • utilizzate un bastoncino attorno al quale avvolgere uno straccio imbevuto nella soluzione che avete preparato per riuscire a raggiungere anche le parti più anguste;
          • indossate i guanti ogni volta che usate candeggina ed arieggiate bene il locale.

          Sarebbe corretto effettuare una sgrassata anche all’esterno della lavatrice ed alla finestrella dell’oblò, che possono contenere polvere e gocce di detersivo: utilizzate uno spruzzino ed una spugnetta leggermente abrasiva per rimuovere sporco e residui di detergente.

          Vi consigliamo di preparare una soluzione composta da 500ml di acqua, 1 cucchiaio di sapone di Marsiglia liquido, poche gocce di olio essenziale di limone, 100ml di aceto bianco ed un cucchiaio di bicarbonato.

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          Come pulire il cestello?

          Programmate una volta al mese un lavaggio a vuoto (meglio se ad alte temperature), versando direttamente all'interno del cestello della lavatrice un bicchiere di aceto di vino bianco (e bicarbonato) e mettendone un po' anche nella vaschetta del detersivo.  

          L’aceto ed il bicarbonato di sodio in lavatrice sono utili contro i cattivi odori: lasciate inoltre l’oblò sempre aperto quando l’apparecchio non è in funzione, così da favorire il passaggio dell’aria e impedire l’accumulo di acqua.

          Scommettiamo?... 

          … che se spostate leggermente la parte interna della guarnizione noterete delle macchie scure.
          La candeggina, di nuovo, è davvero adatta per rimuovere le muffe ma se invece preferite un metodo meno inquinante, usate un panno imbevuto con dell’aceto.

          Un altro rimedio naturale ma efficace delle pulizie domestiche!

          Inoltre, per preservare l’integrità della vostra lavatrice, dovreste utilizzare il più possibile detersivi di qualità, che producono poca schiuma durante il lavaggio: ciò faciliterebbe il risciacquo dei capi e l’eliminazione dei residui di detersivo della lavatrice. 

          Cosa aggiungere… seguite i nostri consigli, vedrete che vi miglioreranno la vita, e la convivenza!

           

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